Un commento

Il Po cresce di 5 centimetri
l'ora. Coldiretti: "Così
respira la nostra agricoltura"

“Sono segnali positivi, importanti per la nostra agricoltura e il nostro ambiente – sottolinea Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona – che arrivano dopo uno degli inverni più caldi e secchi che si ricordino".
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Cinque centimetri all’ora ‘in recupero’ per il fiume Po. Dopo le piogge dei giorni scorsi, tornano a respirare laghi e fiumi lombardi. Dalla mezzanotte di mercoledì – spiega la Coldiretti regionale – al Ponte della Becca il Po sta crescendo e ha recuperato 1,21 metri rispetto a sette giorni fa, quando era sotto i 3 metri rispetto allo zero idrografico. Il grande fiume ha preso forza soprattutto nelle ultime 14 ore e adesso si trova al livello di 1,87 metri sotto lo zero. Anche i laghi – spiega Coldiretti Lombardia – sembrano dare segni positivi rispetto a una settimana fa, con il Maggiore che è cresciuto di 10,7 centimetri, mentre quello di Como ha fatto un balzo di 16,5. Il livello del Garda è aumentato di 10,7 centimetri e quello del lago d’Iseo di 11,4 centimetri.

“Sono segnali positivi, importanti per la nostra agricoltura e il nostro ambiente – sottolinea Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona – che arrivano dopo uno degli inverni più caldi e secchi che si ricordino. Resta da vedere cosa succederà nei prossimi giorni e nelle settimane che seguiranno. Rimane naturalmente la necessità, come abbiamo più volte richiesto, di intervenire sul deflusso minimo vitale in modo da garantire acqua ai campi e ai canali quando si aprirà il periodo irriguo. Senza quella sono a rischio colture come il mais, il pomodoro e le orticole, settori cardine della produzione agroalimentare della nostra regione”.

Va considerato che a metà gennaio le riserve idriche erano quasi il 60% in meno rispetto alla media del periodo 2006-2014 e il 43,7% in meno rispetto al già secco 2007, mentre le precipitazioni del 2015 sono state di appena 818 millimetri ancora più basse dei già scarsi 847 millimetri registrati nel 2007. Nei prossimi giorni – in base a quello che prevede l’Arpa – le temperature potrebbero superare i 10 gradi, mentre la pioggia dovrebbe tornare a cadere fra domenica e lunedì.

Il  2015 – sottolinea la Coldiretti – ha sorpassato il 2014 nella classifica degli anni più caldi dove ci sono a seguire il 2003, il 2007, il 2012, 2001, poi il 1994, 2009, 2011 e il 2000. Siamo di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici che si stanno manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi con pesanti effetti sull’agricoltura. Anche a livello globale il 2015 è stato l’anno più caldo con una temperatura media sulla superficie della terra e degli oceani superiore addirittura di 0,90 gradi celsius rispetto alla media del ventesimo secolo, sulla base della banca dati Noaa, il National Climatic Data Centre, che rileva le temperature dal 1880.

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Commenti
  • gian sarzi

    FINITA LA SICCITA?IL MAIS NON E’ PIU’ A RISCHIO FINALMENTE!