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Estradato il comandante
Paraga. "Temo la giustizia
italiana" ha rivelato

Lunedì verrà interrogato a Milano e poi sarà trasferito nel carcere bresciano di Canton Mombello a disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli investigatori sperano di fare chiarezza su quanto accaduto il 29 maggio 1993. VIDEO

E’ arrivato venerdì a Milano, Hanefija Prijic, detto Paraga, arrestato a ottobre all’aeroporto di Dortmund su mandato di arresto della Procura di Brescia per la morte del cremonese Fabio Moreni, di Sergio Lana di Rivarolo Mantovano e Guido Puletti, tutti volontari italiani, nel 1993 in Bosnia. Qualche cambiamento rispetto a quanto previsto inizialmente (arrivo giovedì a Roma). Paraga, a capo del gruppo armato che uccise Moreni, Lana e Puletti, volontari di una spedizione partita per aiuti umanitari nelle zone di guerra, e arrivato venerd all’aeroporto di Linate, da dove è stato trasferito nel carcere di San Vittore.

Ad attendere Paraga in aeroporto c’era il dirigente della Digos di Brescia Giovanni De Stavola che gli ha notificato l’ordinanza della procura firmata dai pm Valeria Bolici e Silvia Bonardi. Lunedì verrà interrogato a Milano e poi sarà trasferito nel carcere bresciano di Canton Mombello a disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli investigatori sperano di fare chiarezza su quanto accaduto il 29 maggio 1993 (un processo celebrato in Bosnia agli inizi del Duemila riconobbe colpevole Paraga per il suo ruolo di comandante ma non chiarì l’identità di chi esplose i colpi mortali e i contorni della vicenda). Ora a Brescia lo attende un nuovo processo. Mediante un interprete, Paraga ha confessato agli agenti della Digos: “Temo la giustizia italiana”.

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