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Sabbioneta, no del consiglio
alle trivelle. Sui rifiuti
passa l'affidamento a Tea

Tutti hanno votato sì all’ordine del giorno proposto dalla maggioranza del sindaco Aldo Vincenzi, a parte il consigliere di minoranza Luca Serini, che ha preso una posizione personale, come ha chiarito, e non di gruppo.
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SABBIONETA – Sabbioneta dice no alle trivellazioni. Lo ha fatto ufficialmente anche mediante la votazione del consiglio comunale di martedì sera, dopo che la giunta si era già espressa contro la possibilità da parte del Ministero dello Sviluppo Economico di concedere permessi di ricerca alle società di trivellazione.

Tutti hanno votato sì all’ordine del giorno proposto dalla maggioranza del sindaco Aldo Vincenzi, a parte il consigliere di minoranza Luca Serini, che ha preso una posizione personale, come ha chiarito, e non di gruppo, tanto che Franco Alessandria, suo capogruppo, si è espresso a favore dell’ordine del giorno. Il sindaco Vincenzi ha motivato la decisione con il cosiddetto principio di precauzione: “Non è scientificamente provato che le trivellazioni provochino eventi sismici – ha spiegato il primo cittadino – ma non è nemmeno mai stato provato il contrario. Senza dimenticare che la nostra economia, principalmente agricola e anche con colture di pregio, e il nostro turismo, ne risentirebbero pesantemente. Inoltre non avremmo nessun tipo di vantaggio economico, dato che fino a 25 milioni di metri cubi di estrazione si parla di operazioni esentasse. E questo lo spiega lo stesso Ministero”.

Altro punto importante della seduta di martedì sera, l’approvazione dell’affidamento a Tea del piano di gestione rifiuti annuale per il 2016 e di quello pluriennale dal 2017 al 2026. Su questo punto, in particolare, il consigliere di minoranza Pierpaolo Tognini del gruppo Svolta a Sabbioneta aveva presentato una interrogazione, relativa anche ai notevoli aumenti relativi al canone depurazione, canone fognatura, quota fissa acque reflue. “Tenendo conto che i sabbionetani stanno spendendo sempre di più per servizi come i sopracitati o come lo smaltimento rifiuti solidi urbani – ha scritto Tognini – perché il signor Sindaco e la sua giunta non stanno pensando di “ricontrattare” o di andare a bando di gara per questi servizi come stanno facendo comuni limitrofi? Segnalo che la presa di posizione di comuni confinanti col nostro sta portando dei significativi benefici anche nell’ordine del 15% in meno a parità di condizioni prestate per il medesimo servizio”.

Vincenzi ha spiegato che la decisione di rimanere sotto Tea è stata presa dal 90% dei comuni mantovani, anche perché l’esperienza è stata definita soddisfacente: “La bollettazione è la più bassa a livello provinciale, regionale e nazionale – ha spiegato il sindaco – tanto che si pagano 112 euro sui rifiuti pro capite, mentre la differenziata ha raggiunto l’81% e siamo infatti il 33esimo comune in Lombardia. Essendo un accordo su base annuale, abbiamo la possibilità di gestire il piano economico con molta flessibilità. Il bando di gara sarebbe invece un salto nel buio”. Poco convinto, Tognini (che non ha cambiato il suo pensiero) ha votato contro assieme ad Alessandria e Serini per quanto concerne il piano 2016, con Werther Gorni astenuto. Sul piano pluriennale, invece, l’unico voto contrario è stato di Tognini, con tre astensioni degli altri consiglieri di minoranza. Nel corso del consiglio sono state inoltre ufficializzate le nuove cariche di vicesindaco e assessori, già rese note nelle scorse settimane.

Giovanni Gardani 

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