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Indossare la bellezza,
e il Museo del Bijou mostra
le corone di Miss Italia

Dopo il successo di media e di pubblico che l’evento ha riscosso presso l’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado lo scorso dicembre, l’esposizione arriva per la prima volta anche in Italia e sarà ospitata presso il Museo del Bijou di Casalmaggiore dal 19 marzo al 29 maggio.
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CASALMAGGIORE – La storica e critica del gioiello Bianca Cappello è la curatrice di una nuova mostra sulla grande bigiotteria italiana. Una selezione che conta oltre 100 bijoux, la maggior parte dei quali inediti, si potrà ammirare grazie alla mostra dal titolo “Indossare la Bellezza. La grande bigiotteria italiana”. Un evento talmente importante da avere trovato spazio anche sulle pagine di www.corriere.it, il sito on line del Corriere della Sera.

Dopo il successo di media e di pubblico che l’evento ha riscosso presso l’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado lo scorso dicembre, l’esposizione arriva per la prima volta anche in Italia e sarà ospitata presso il Museo del Bijou di Casalmaggiore dal 19 marzo al 29 maggio. La mostra è organizzata dal Comune di Casalmaggiore con la partecipazione della associazione Amici del Museo del Bijou, il patrocinio di Fondazione Cologni Mestieri d’Arte e l’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado. Bijoux ideati e realizzati in Italia dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri provenienti da prestigiose collezioni private, enti pubblici, archivi e musei aziendali. Tra i pezzi più pregiati due corone indossata dalle vincitrici dei concorsi di Miss Italia nel 1988 (Nadia Bengala) e nel 1990 (Rosangela Bessi). Non mancheranno nemmeno i collier per le prime della Scala a inizio anni ’50, oltre a cammei di fine ‘800.

Una sorprendente esposizione dove l’arte, la sapienza artigianale, il design e l’inventiva nella ricerca dei materiali non preziosi tipici della tradizione regionale italiana (tra cui il vetro di Murano, il corallo di Torre del Greco, la paglia di Firenze, il micro mosaico romano) testimoniano il susseguirsi delle mode e degli eventi storici italiani negli oltre 150 anni di unità nazionale. Bianca Cappello con questa attenta selezione, e con la serie di mostre in calendario nei prossimi mesi, si propone di valorizzare e divulgare la cultura del bijou italiano con la vocazione di affermare il Museo del Bijou di Casalmaggiore, unico in Italia dedicato a questo argomento, quale polo attrattivo d’eccellenza in Italia e nel mondo.

Si potranno ammirare, tra gli altri, il sautoir decò con perle millefiori di Ercole Moretti, le spille inzio secolo dei Fratelli Traversari, i girocolli firmati Moschino, Armani e Ugo Correani, i bijoux di Bozart per Tita Rossi alta moda, quelli di Luciana de Reutern e Coppola e Toppo per Ken Scott e gli splendidi bijoux  di Pellini che, da Emma Caimi a Donatella, è oggi alla terza generazione di una gloriosa stirpe di bigiottieri milanesi. E ancora in mostra le creazioni di Giuliano Fratti, uno dei più importanti bigiottieri italiani insieme agli ornamenti per il corpo firmati Bijoux Cascio, Sharra Pagano, Angela Caputi, Carlo Zini, Unger, Ornella Bijoux, De Liguoro, Artigiana Fiorentina Bigiotteria, Sorelle Sent. Una sezione a parte è dedicata ai bijoux pezzi unici realizzati da Corbella negli anni ’30 per il teatro la Scala di Milano. Creazioni splendide, talvolta audaci, altre volte dall’ironia disarmante, sempre capaci di far correre la fantasia su fili preziosi, tutti rigorosamente Made in Italy.

“Questo è possibile perché la bigiotteria – spiega la curatrice Bianca Cappello – come gioiello popolare è più di ogni altro oggetto a contatto con le persone e con le loro idee e gusti e, mentre il gioiello parla a determinate élite sociali ed è simbolo di status e di potere, la bigiotteria, sia quella di imitazione che fantasia, esprime il gusto di una collettività mappandone orizzontalmente le varie espressioni culturali. Parlare di bigiotteria italiana significa raccontare la storia delle abitudini e dei costumi di un popolo che, costituitosi in tempi abbastanza recenti in unità nazionale, si è costantemente adoperato per evolvere la moltitudine di caratteristiche estetiche e formali delle tradizioni locali che lo compongono per creare un codice condiviso e identificativo sotto l’egida della Bellezza”. Il catalogo della mostra è edito da Sillabe. L’inaugurazione è prevista sabato alle ore 17.

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