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Maroni allo Ster, la proposta
Cremona-Mantova con Crema
su Milano sembra piacere

Alle 18,30 Maroni si è spostato in via Dante, dove ha sede la rappresentanze locale della Regione. Qui si è parlato soprattutto di riforme e di nuove ripartizioni territoriali, con la nota ambizione autonomista di Crema.
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Foto Sessa

CREMONA – Tra i passaggi più interessanti per il Casalasco-Viadana nella giornata cremonese del governatore di Regione Lombardia Roberto Maroni, vi è sicuramente la visita allo Ster, dove Maroni, accompagnato dal consigliere regionale Carlo Malvezzi e accanto al senatore del Pd Luciano Pizzetti (al tavolo anche il presidente della Camera di Commercio di Cremona Gian Domenico Auricchio), ha parlato della possibile riforma territoriale della Lombardia. Una riforma che interessa da vicino il Casalasco-Viadanese, che sarebbe baricentrico rispetto all’eventuale unione territoriale di Cremona con Mantova.

Alle 18,30 Maroni si è spostato in via Dante, dove ha sede la rappresentanze locale della Regione. Qui si è parlato soprattutto di riforme e di nuove ripartizioni territoriali, con la nota ambizione autonomista di Crema. “Il Cremasco – ha detto il primo cittadino Stefania Bonaldi –  si è costituito in un’area omogenea cremasca, non solo per mettere insieme funzioni ma per realizzare un vero e proprio passaggio identitario. Qui si produce il 60 per cento della cosmesi mondiale. Noi vogliamo che l’area omogenea sia destinataria di funzioni e risorse, ma se questo non succede io le dico, presidente, che il nostro territorio guarda verso Milano”.

Il sindaco di Cremona Galimberti ha avuto parole di apprezzamento per i passi che la regione sta compiendo nel ridisegno delle autonomie locali:  “Il documento della Regione sul riordino territoriale è buono, perché in esso è valorizzato il ruolo dei comuni. Stiamo elaborando nuove progettualità con altri comuni, per esempio Mantova sul trasporto pubblico locale ma anche in tema di cultura”. Sottolineato poi che il tema del residuo fiscale è oggettivamente un problema.

Anche il presidente della Provincia Carlo Vezzini ha detto che “Il documento di Regione Lombardia è una buona base di partenza. Lancio la possibilità di istituire un tavolo Cremona-Mantova e pongo l’attenzione a due temi: soluzione al problema del trasporto scolastico per disabili. E quello dell’autostrada Cremona-Mantova che va sbloccata”.

“Considero il documento di Regione Lombardia un buon documento – ha aggiunto Luciano Pizzetti -.  La riforma costituzionale è un’occasione straordinaria per resettare la vecchia architettura della Repubblica. Anche la riforma della pubblica amministrazione è una grande occasione, le due cose vanno viste insieme. Il principio è quello dell’unità nella diversità secondo principi della adeguatezza con costi standard. La Repubblica nella legge di riforma non è più sinonimo di Stato ma considerata su tre livelli: Stato, Regione e Comuni. Posso garantire che non ci sottrarremo al confronto con i territori. A me interessa che questa riorganizzazione che si va immaginando possa essere condivisa con le realtà territoriali”.

Pizzetti ha poi ribadito la distinzione tra area vasta e area omogenea. “Queste ultime non saranno mai entità amministrative a meno che non si costituiscano in grandi unioni di comuni”. E sul referendum regionale sull’autonomia: “E’ cosa a sé rispetto alle riforme. È una forma di espressione politica, proprio per questo non ci siamo opposti alla Corte costituzionale quando la Regione Lombardia ha deciso di istituirlo. Ma, in quanto atto politico, non ritengo possa essere abbinato ad altre consultazioni nazionali”.

g.biagi

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