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Casteldidone, "segnali oscuri"
captati a Palazzo
Mina della Scala

All'affermazione di Luca Maggini, il coordinatore dei lavori: “Possiamo riprendere con le domande”, i registratori hanno captato chiaramente la parola “basta”, come se la contessa stesse sentendo e non voleva essere distiurbata.
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Le indagini di Hesperya a Palazzo Mina della Scala

CASTELDIDONE – In pochi ci avrebbero creduto, eppure qualche presenza, nel Palazzo Mina della Scala di Casteldidone, è stata rilevata. Un paio di mesi fa avevamo accompagnato i ragazzi dell’associazione bresciana Hesperya nelle stanze dello storico castello, alla ricerca del fantasma della contessa Schizzi che secondo la leggenda apparirebbe soltanto nelle notti di plenilunio di gennaio. A distanza di settimane i ricercatori hanno concluso l’analisi del materiale audiovisivo che avevano portato a casa quella notte di fine gennaio ed il risultato lascia davvero senza parole.

Tre gli elementi da segnalare: innanzitutto la musica. Nel vano delle scale, quello dove più di vent’anni fa ci fu l’ultimo avvistamento, i registratori digitali hanno archiviato un suono che potrebbe essere paragonato a quello di uno strumento musicale, udibile nel silenzio tombale della notte. In quello stesso luogo, poi, la telecamera ad infrarossi poco dopo la mezzanotte, ha registrato una sorta di nebbia in movimento, che dal muro si sposta verso la campana e la supera, per poi uscire dall’inquadratura. L’ultimo segnale, il più inqueitante: i ragazzi presenti quella sera avevano provato a fare domande nelle speranza che il fantasma rispondesse. All’affermazione di Luca Maggini, il coordinatore dei lavori: “Possiamo riprendere con le domande”, i registratori hanno captato chiaramente la parola “basta”, come se la contessa stesse sentendo e non voleva essere ulteriormente distiurbata.

Giovanni Rossi

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