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Truffa di oltre 500mila euro
ai danni della Ballarini:
impiegato alla sbarra

L’accusa è quella del riciclaggio per aver fatto sparire del denaro attraverso fatture per operazioni inesistenti.
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La Ballarini Spa

RIVAROLO MANTOVANO – Qualche volta il diavolo fa le pentole dimenticandosi i coperchi. La citazione si adatta perfettamente alla vicenda giudiziaria che coinvolge un ex dipendente della Ballarini di Rivarolo Mantovano leader mondiale nel settore delle pentole antiaderenti. Da tempo i vertici della società si erano accorti che qualcosa non tornava nei conti dei trasporti e dopo indagini minuziose affidate ad un professionista è emerso che era proprio un dipendente di fiducia a fare la “cresta” sulle spese relative alle spedizioni. Un continuo prelevare attraverso tariffe truccate, con la complicità evidente di soggetti esterni, che in pochi anni gli avrebbe fruttato oltre 530 mila euro. Soldi provenienti da società di trasporti gestiti dallo stesso indagato che tre anni fa è stato licenziato dalla società di Rivarolo dopo aver scoperto il malaffare. A finire nei guai anche un’amica del dipendente, una donna di Bozzolo la quale è già stata condannata dal Tribunale di Trento a un anno e dieci mesi di reclusione, pena sospesa. L’accusa è quella del riciclaggio per aver fatto sparire del denaro attraverso fatture per operazioni inesistenti. A far emergere la vicenda il tenore di vita elevato che contraddistingueva il dipendente addetto all’ufficio spedizioni il quale non disdegnava le belle auto, le moto compresa una residenza sul lago.

Rosario Pisani

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