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Bozzolo, il day after:
a rischio la tenuta
della maggioranza

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Torchio in consiglio comunale

BOZZOLO – Qualcuno adesso si occuperà di abbassare le tapparelle nell’aula consigliare, spegnere le luci e riordinare le sedie al termine dei Comsigli comunali. Era il cruccio del sindaco Giuseppe Torchio che si assumeva ogni volta il ruolo di usciere. Non che gli dispiacesse, così come non disdegnava di piegare la schiena per raccogliere una cartaccia abandonata sulla piazza. Solo che avrebbe desiderato altrettanto senso civico e medesima passione anche negli altri componenti la squadra di governo. “Bozzolo adesso desso rimarrà un povero paese di campagna”: questo uno dei primi commenti a caldo raccolti a Bozzolo poco dopo la sentenza della Corte d’Appello di Brescia. A dimostrazione dell’affetto e della considerazione che una parte di popolazione ha per Giuseppe Torchio riconoscendogli carisma, conoscenze e contatti ad alti vertici. Prerogative confermate dal successo ottenuto nel maggio di due anni fa, poi dissolto sotto gli attacchi impietosi da parte persino di chi era stato compagno di lista.

Adesso il testimone passa tra le mani del vicesindaco in carica Cinzia Nolli. A lei il compito di convocare un Consiglio comunale per dare l’annuncio della ineleggibilità di Giuseppe Torchio spiegando come procederà d’ora in poi la vita amministrativa del Comune. Nella situazione attuale la contrapposizione tra maggioranza e minoranza è su un piano di assoluta parità con sei consiglieri contro sei. Un eqiilibrio che potrebbe cambiare a seconda del voto che il consiliere di opposiziome Pierluigi Marcante deciderà di esprimere su questo o quell’argomento così come è capitato anche in recenti occasioni. Per quanto riguarda Torchio, alcuna parola esce dalla sua pur mai assente dialettica. Le parole sono affidate al suo legale di Cremona, avvocato Rizzo, che dopo aver espresso sorpresa per la rapidità della sentenza emessa, senza aspettare i fatidici ulteriori 80 giorni annunciati, così ha dichiarato: “La sentenza si presta a molte critiche. Abbiamo fatto una prima lettura che dovrà essere sottoposta a necessari approfondimenti. Dopodiché potremo decidere, entro i trenta giorni disponibili, se ricorrere o meno in Cassazione”.

Rosario Pisani

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