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Il grazie del Leo
"agli angeli
del Santa Corona"

Il 37enne di Casalmaggiore Andrea Scaglioni, dopo l'ennesimo intervento neurochirurgico, ringrazia l'equipe medica che gli ha salvato la vita: "Mi avete preso per mano facendomi iniziare ancora il mio viaggio".
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La lettera di Andrea Scaglioni

CASALMAGGIORE/PIETRA LIGURE (SV) – Ha un grande cuore Andrea Scaglioni. Un cuore che continua a pompare sangue grazie ad un’equipe medica che ha portato a termine l’ennesimo intervento chirurgico dopo quel drammatico incidente stradale dello scorso 18 dicembre. Andrea, per tutti il Leo, era in sella ad una moto. Era notte fonda. Perso il controllo del mezzo, il 37enne di Casalmaggiore era caduto rovinosamente, sbattendo il capo. La corsa, disperata in ospedale poi… poi il Leo ha lottato, per la vita. E grazie ai medici del reparto di Neurochirurgia dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, nelle scorse ore ha potuto prendere carta e penna per scrivere una lettera ora appesa nella bacheca della clinica savonese.

“Il mio ringraziamento è poca cosa – scrive Andrea dopo l’ultimo intervento chirurgico – a differenza del vostro lavoro a difesa della mia vita e nostra vita di pazienti gravi”. “La mia vita – continua il Leo – mi ha messo a dura prova facendomi guardare il mio oblio di paura di morte. Ma il suo aiuto d’angelo dottor Filippo Badaloni e non solo, mi avete preso per mano facendomi iniziare ancora il mio viaggio anche se pur difficile era fin dall’inizio”. “Il mio grazie di cuore – conclude Andrea – è a voi angeli del Santa Corona. Anche se le emozioni sono molte il sorriso che porterò è merito vostro”.

Il Leo, per la gioia dei propri cari, dei tanti amici e conoscenti, una volta terminato il decorso post operatorio potrà riavvicinarsi a Casalmaggiore: sabato dovrebbe tornare al Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato, in provincia di Parma, dove era ricoverato sino a prima del ritorno al reparto di Neurochirurgia di Pietra Ligure per quello che tutti sperano poter essere l’ultima ‘cura’ degli “angeli del Santa Corona”.

Simone Arrighi

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