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Assemblea Gal Oglio Po:
"Siamo il riferimento
per questa zona"

Il presidente Stefano Alquati ha affrontato il bianco e il nero del 2015.
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L'assemblea del Gal Oglio Po

RIVAROLO DEL RE – L’assemblea dei soci del Gal Oglio Po terre d’acqua si è riunita giovedì per discutere del bilancio della società. Ospiti del Consorzio Casalasco del Pomodoro a Rivarolo del Re ed Uniti, i soci hanno approvato un bilancio positivo e si sono confrontati sulle prospettive di una realtà che prosegue in un’azione di sviluppo territoriale a 360 gradi.

Il presidente Stefano Alquati ha affrontato il bianco e il nero del 2015: “Dai numeri non si evince il pesante confronto con alcuni soci, emerso negli ultimi 3 mesi del 2015, con le scissioni sulla candidatura del Piano di Sviluppo del territorio”, sollecitando una riflessione “su quanto accaduto nell’anno, perché la proiezione in avanti della Società sia consapevole e migliorativa rispetto a criticità che non hanno toccato i numeri, quanto aspetti strategici sul ruolo della stessa.” Ha quindi proseguito con considerazioni importanti, emerse dall’intenso lavoro svolto con il Consiglio di Amministrazione: “Esiste un altro spazio a cui una cinquantina di comuni possono fare riferimento in termini di agenzia territoriale, un luogo idoneo e proficuo per il confronto tra pubblico e privato, in grado di creare coesione e di individuare una strategia comune? Riflettiamo sulle caratteristiche della nostra Società e delle grandi trasformazioni e di riforme dei territori in atto, e sul tema delle aree omogenee. Grande è il dibattito e tutte le voci sono concordi nel riconoscere l’Oglio Po come area omogenea (già sul fronte della Sanità la Regione ci riconosce come tali); molti stanno anche riflettendo che proprio la nostra società applica da anni i diversi significati dell’area omogenea (pianificazione endogena, condivisione di strategie di aggregazione indipendentemente dai confini amministrativi, autonomia di gestione su temi innovativi). L’omogeneità del territorio non è frutto del riconoscimento di livelli amministrativi superiori (non è un tratto di penna tracciato su di una cartina), ma piuttosto della volontà, della capacità dei soggetti che lo abitano e vivono di saper lavorare insieme prefigurandone il futuro. Per la storia che abbiamo vissuto, per il presente e il futuro che dovremo costruire, mi viene spontaneo, quasi naturale, pensare di identificare la Società Oglio Po come il soggetto esistente e di riferimento per quest’area omogenea, sia in termini di pianificazione dello sviluppo sia per la ricerca delle necessarie opportunità di finanziamento.”

In attesa delle scelte regionali rispetto ai GAL e ai fondi per le aree rurali, i Soci hanno condiviso spunti e proposte per rinnovare il ruolo della Società viste le riforme che interessano l’area vasta. Un confronto sereno e costruttivo, che ha già prodotto il primo risultato con la costituzione di una commissione di lavoro che vede in primis la rappresentanza degli enti locali: Paolo Abruzzi, Fiorenzo Zanella; oltre ai membri del Consiglio di Amministrazione Stefano Alquati, Domenico Maschi, Davide Rocca, con il coordinamento del Direttore Giusy Botti . La Società Oglio Po terre d’acqua avvia infatti una nuova fase dove, a un Consiglio di Amministrazione che non include rappresentanze politiche, si affianca una commissione per dare voce ai rappresentanti dei sindaci cremonesi e mantovani. Decisioni assunte a piena unanimità, con l’urgenza di proseguire nei progetti di sviluppo che spaziano dall’autosufficienza energetica al biologico, dalla valorizzazione turistica sovra territoriale ai temi cari al territorio (mobilità ciclabile, tutela ambientale, applicazione di innovazioni scientifiche). Una fase di transizione ma non un’attesa immobile, per la Società, che sta proseguendo in progetti di rete che coinvolgono tutta la sfera della società civile: enti locali, imprese, associazioni, terzo settore, università e ricerca.

Da segnalare l’intervento di ampio respiro del Presidente della Provincia di Cremona Carlo Vezzini, che ha aggiornato i Soci sulle recenti evoluzioni in tema di area vasta e aree omogenee. Di prospettiva anche il contributo del Sindaco di Sabbioneta Aldo Vincenzi, che ha ricordato il lavoro in corso da parte dei Borghi più Belli (con i Sindaci Velleda per Castelponzone, Baruffaldi per Pomponesco e Giavazzi di San Benedetto Po) e ha rinnovato l’importanza del riconoscimento UNESCO quale leva economica per l’Oglio Po.

Vanni Raineri

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