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Foedus, mobilitazione
dei dipendenti:
assemblea sindacale

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Uffici chiusi a Rivarolo Mantovano
RIVAROLO MANTOVANO – Quattro comuni chiusi al pubblico giovedì mattina dalle 8,30 alle 10,30 per un’assemblea dei dipendenti aderenti all’Unione Foedus. Il motivo? La decisione presa dall’amministrazione di Rivarolo Mantovano di affidare la gestione della luce pubblica alla Soresina Servizi. I municipi di Spineda, Rivarolo del Re, Casteldidone e Rivarolo Mantovano hanno chiuso i battenti per un paio di ore, giovedì. All’inizio nessuno sembrava voler fare ammissioni nè dichiarazioni tentando di far passare l’assemblea, organizzata nella sede amministrativa dell’Unione a Rivarolo, come una normale riunione sindacale; è però bastato osservare le espressioni tirate di alcuni dipendenti e soprattutto leggere il comunicato emesso in serata dai dipendenti medesimi per comprendere quanto l’atmosfera fosse pesante. Tutto nasce dalla controversa decisione presa dall’amministrazione rivarolese di affidare la gestione della luce pubblica a Soresina Servizi, scelta non condivisa dalle minoranze ma soprattutto dal geometra comunale Mario Braga e dalla segretaria di Foedus Livia Boni, che in seguito a tali contrasti ha rassegnato le dimissioni. Non solo, il parere negativo alla convenzione approvata risulta condiviso anche dal revisore dei conti. Al di là delle differenze nei conteggi (507mila euro contro il milione della proposta Foedus) ciò che ha provocato la contrarietà è il fatto che mentre dallo Stato venga sollecitato l’abbandono delle cosiddette società partecipate a Rivarolo si tenti di proseguire sulla quella strada. Giovedì mattina quindi tutti i dipendenti si sono astenuti per un paio d’ore dal lavoro per ritrovarsi assieme alla segretaria provinciale della Cisl Cesira Chittolini. Dalla riunione sono emerse forti preoccupazioni per le incresciose vicende che hanno colpito l’Unione stessa e in particolare il Comune di Rivarolo. “Si ritiene doveroso esprimere la completa solidatietà nei confronti del segretario comunale Livia Boni, accusata e contestata a mezzo stampa dal sindaco  Massimiliano Galli per il solo motivo di aver esercitato il ruolo che la legge le attribuisce – si legge nel comunicato -. L’amministrazione ha tutto il diritto di confermare le sue scelte politiche anche in presenza di parere negativo da parte del revisore dei conti e del responsabile di area amministrativa, finanziaria e tecnica assumendosi le responsabilità delle proprie decisioni evitando pretestuosi attacchi personali. Sorprende il fatto che venga interpretato il ruolo di garante della legittimità amministrativa degli atti dell’ente come d’ingerenza rispetto a scelte politiche”.
Rosario Pisani

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