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Laureati e lavoro,
nel territorio uso massiccio
dei contratti a termine

lavoro

In provincia di Cremona uso massiccio dei contratti a termine per i laureati. Emerge dal Rapporto Specula, realizzato da Formaper, azienda speciale della Camera di commercio di Milano con il contributo di Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Camera di commercio di Milano in partnership con università lombarde. Lo studio analizza l’andamento occupazionale dei laureati lombardi ad un anno di distanza dalla laurea mostrando gli sbocchi occupazionali delle principali lauree. I dati evidenziano che i laureati 2013 con un contratto a tempo indeterminato nell’ottobre 2015 superano di circa il 20% i laureati 2012 con un contratto a tempo indeterminato nell’ottobre 2014. “Crescono i laureati in Lombardia, +3,9% nel 2013 contro la media nazionale del +1,6% e pesano il 17% del totale italiano: quasi un laureato italiano su cinque termina gli studi nella nostra regione – si legge in una nota di sintesi -. Tre laureati su quattro (73,3%) trovano lavoro entro un anno dalla laurea. L’occupazione è stabile in un caso su cinque (18,6%), a termine per il 18,4% con stage e praticantato per l’11,9%, con creazione di impresa o freelance per l’11,8%, con collaborazioni per il 5,8%, all’estero per uno su quaranta (2,5%). Ingegneria ed economia gli indirizzi universitari che danno maggiori possibilità occupazionali (a un anno dalla laurea sono occupati stabilmente il 41,2% degli ingegneri e il 28,1% dei laureati in economia) mentre fanno più fatica soprattutto i laureati negli indirizzi psicologico e umanistico-formativo”.

Milano rappresenta il 56,7% dei laureati avviati nel 2014. Seguono Bergamo (8,4%), Brescia (7,8%), Monza e Brianza (6,5%), Varese (5,6%), Como (4%), Pavia (3,6%), Lecco (2,4%), Cremona (1,7%), Lodi (1,2%), Sondrio (1,1%), Mantova (1%). “Aumentano – si legge ancora – gli inserimenti in termini sia percentuali che assoluti soprattutto a Monza (11,5%), Bergamo (+7,3%) e Brescia (+6,7%). Milano cresce del +4%. Aumenta il numero di contratti per laureato, soprattutto a Sondrio, Cremona, Lodi e Milano. Milano ha un mix contrattuale differente dalle altre province: ha molti stage e collaborazioni a progetto, che derivano dall’alta concentrazione di servizi alle imprese. Nelle altre provincie a vocazione industriale (Bergamo, Brescia, Como, Lecco) vi sono più contratti dipendenti (a termine, ma anche stabili). Lodi e Monza oltre ai contratti a termine utilizzano anche molti stage. A Sondrio, Cremona e Mantova, dove gli inserimenti sono spesso nei servizi sociali, sono molto presenti i contratti a termine, Varese e soprattutto Pavia risentono degli inserimenti nei settori pubblici e nell’Università con contratti e termine e assegni di ricerca (collaborazioni)”.

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“Cresce la domanda di laureati nei servizi sociali (istruzione), particolarmente a Sondrio, Lodi e Bergamo, in calo solo a Mantova. Crescono i laureati avviati nei servizi sociali a Como, Mantova, Monza, mentre calano a Lodi, Sondrio, Cremona”. aggiunge la nota.

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“In calo – prosegue – i laureati avviati nell’alloggio e ristorazione in tutte le province e nella logistica ad eccezione delle province di Lodi, Monza e Varese. In crescita i laureati inseriti nel commercio all’ingrosso ad eccezione delle province di Sondrio e Cremona, nel commercio al dettaglio a Sondrio, Lecco, Como, Pavia e Varese, mentre in diminuzione gli inserimenti a Mantova, Brescia, Bergamo e Cremona”.

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“Crescono i laureati avviati nella manifattura, con la sola eccezione di Sondrio e Mantova. I laureati inseriti nelle costruzioni calano a Cremona, Mantova, Monza, Pavia e anche Bergamo, crescono nelle altre province. Pochi i laureati inseriti in agricoltura, ma in crescita a Pavia, Lodi, Mantova, Como, Lecco, Brescia e Cremona, in calo altrove”, viene spiegato.

Risiede a Milano il 26,9% dei laureati lombardi, l’8,1% a Bergamo, il 7,4% a Monza e Brianza, il 7,4% a Varese, il 7,2% a Brescia, il 4,9% a Como, il 4% a Pavia, il 3,1% a Lecco, il 2% a Cremona, l’1,5% a Lodi, l’1,3% a Sondrio, lo 0,9% a Mantova. Circa uno su quattro (25,2%), proviene da fuori regione.

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