Un commento

Hospice,
un'esigenza
per il territorio

Partecipata assemblea a Sabbioneta, dove si è parlato del progetto della struttura in zona ospedale Oglio Po.
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I relatore dell'incontro

SABBIONETA – L’Hospice non risolve il problema delle malattie terminali e nemmeno può essere considerato il luogo dove andare a morire. Pur essendo una struttura fondamentale, affiancata ai reparti ospedalieri per affrontare la delicata questione delle persone giunte a fine vita. L’aspetto più delicato e vicino alla realtà è emerso alla fine dell’interessante assemblea organizzata giovedì a Sabbioneta per parlare dell’esigenza di un Hospice per malati terminali. Una struttura da costruire accanto all’Ospedale Oglio Po di Casalmaggiore sul cui progetto stanno lavorando Associazioni di Volontariato quali Medea, Fiore, Meridiana oltre agli Amici dell’Ospedale Oglio Po che già molto hanno fatto per sostenere i servizi sanitari del territorio. Il Teatro all’Antica aveva già raccolto gli interventi di autorevoli relatori, tra cui il neo direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Cremona Camillo Rossi, anche lui favorevole alla realizzazione, quando una signora tra il pubblico si è alzata per raccontare sommessamente il dramma a cui è quotidianamente sottoposta dovendo gestire da sola due genitori con patalogie gravissime senza nessun supporto da parte delle strutture pubbliche. Chiedendosi come fosse possibile che il suo disagio, abitando a Piadena, non fosse invece lo stesso di una sua amica nelle medesime condizioni ma che poteva usufruire delle cure domiciliari abitando a Canneto sull’Oglio, a due chilometri di distanza. Un problema che evidentemente la recente riforma sanitaria non è riuscita a risolvere oltre a mettere in ginocchio non solo psicologicamente ma anche finanziariamente intere famiglie alle prese con farmaci costosissimi.

L’aspetto economico era stato sollevato pochi minuti prima dal sindaco di Dosolo Vincenzo Madeo chiedendo esplicitamente ai relatori dove mai sarebbero state trovate le risorse per un progetto di così importante necessità. Un’altra questione sottolineata ancora dal pubblico, quella relativa alla speranza di un accreditamento da parte delle strutture pubbliche avendo già individuato numerosi posti letto per le patologie terminali da un’altra parte del territorio lasciando priva l’area dell’Oglio Po. Prima del dibattito finale moderato dal direttore dell’UO di Anestesia e Rianimazione del nosocomio casalese, Luigi Borghesi, con la partecipazione del direttore sanitario degli Istituto Ospedalieri di Cremona Camillo Rossi, ciascun relatore, tutti eminenti specialisti, ha raccontato la propria esperienza legate alla prima realizzazione di un hospice e al tipo di approccio da applicare adeguandosi al tipo di terapia che il malato arriva a richiedere. Tenendo sempre ben presente l’insostituibile e fondamentale ruolo dei volontari.

Rosario Pisani

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Commenti
  • Artur Miller

    Con tutte le numerosissime stanze e corridoi liberi presenti nell’ospedale di Vicomoscano non vedo la necessità di costruire altre strutture. Forse qualcuno ha bisogno di guadagnarci? Ma!!