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Pomì, rosa già fatta? Ecco
i primi dieci nomi (molto)
vicini alla corte di Caprara

Il punto è, insomma, che la Pomì ha già pronta una rosa di livello assoluto, per poter fare bene in Campionato, in Coppa Italia, in Coppa Cev e al Mondiale per Club. Una rosa superiore anche in panchina, sulla carta perché, come Caprara ha ammesso, le "riserve" vengono spesso chiamate in causa nel suo gioco.
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Nella foto Gianni Caprara

CASALMAGGIORE – Le ufficialità ancora mancano in casa Pomì Casalmaggiore. Eppure l’impressione è che il più sia fatto: strano a dirsi, difficile a credersi, ma le notizie e qualche ufficiosa conferma, in questo senso, non manca. Massimo Boselli Botturi, il presidente, più volte ha ribadito di avere in mano firme pesanti, e contratti dunque ormai certificati, per i quali manca solo l’annuncio; Gianni Caprara, il neo coach, ha spiegato in conferenza stampa di essere molto soddisfatto della squadra che la dirigenza sta mettendo a disposizione. Una frase, quest’ultima, decisamente sibillina, se pensiamo che in realtà la rosa della Pomì ad oggi non ha ancora completato ufficialmente tessere del puzzle, se si esclude la certezza di Anastasia Guerra, che è di fatto un rientro dopo il prestito di un anno al Club Italia, sufficiente per portare la ragazzina terribile già in Nazionale, e probabilmente pure alle Olimpiadi di Rio.

Il punto è, insomma, che la Pomì ha già pronta una rosa di livello assoluto, per poter fare bene in Campionato, in Coppa Italia, in Coppa Cev e al Mondiale per Club. Una rosa qualitativamente superiore anche in panchina, sulla carta, perché come Caprara stesso ha ammesso, le cosiddette riserve vengono spesso chiamate in causa nel suo gioco. Lo abbiamo notato, per inciso, già quando il tecnico bolognese allenava l’Eczacibasi, sfidando due volte nel girone di Champions la Pomì.

Già, fuori i nomi però, perché i tifosi vogliono questi: e allora proviamoci a costruire la Pomì 2016-2017, snocciolando i primi dieci tasselli di una rosa che arriverà a 12-13 elementi, come gli anni scorsi. Le riconfermate appaiono per ora sei: Lloyd in palleggio, Gibbemeyer e Stevanovic a muro (e che muro!), Tirozzi in posto 4, Sirressi libero e Lucia Bacchi pronta a dare man forte, come spesso è successo nella scorsa stagione, consentendo alla stessa Tirozzi di tirare il fiato.

Quattro sembrano essere i nomi in arrivo: il colpo clou dovrebbe essere Samanta Fabris, martello croato che usa la clava e che a Novara ha messo giù la bellezza di 489 punti in 94 set, una media di 5.2 punti a parziale. Sufficiente garanzia di potenza, mentre Kozuch era forse più varia ma meno spietata, specie in una determinata fase della stagione, di “secca” per lei. A darle il cambio dovrebbe essere Marika Bianchini, perché se si parla di battute micidiali, e Caprara ne ha parlato eccome, ecco che la toscana di Bagno a Ripoli è una certezza. Resta da capire se la stessa accetterà la possibilità di fare panchina e qui sta forse il nodo principale attuale del mercato Pomì di questi giorni.

Mancano due nomi, per arrivare ai dieci promessi. Entrambi in posto 4: uno è quello di Guerra, del quale già s’è detto, l’altro quello di Lucia Bosetti. Il sorriso furbo di Caprara, una volta pronunciato (dai giornalisti) il suo nome in conferenza stampa, la dice lunga sulla possibilità che la trattativa abbia buon esito. E a quel punto alla Pomì servirebbero ancora una vice-regista, una vice-libero e una vice-centrale. Ma intanto l’ossatura sarebbe di livello assoluto: superiore anche, sulla carta e tenendo presente in ogni caso l’innalzamento generale del livello delle rose dei team italiani, a quella dello scorso anno, che si laureò Campione d’Europa.

Giovanni Gardani

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