Commenta

Oglio Po, quattro comuni
al voto: Piadena, San Giovanni,
San Martino del Lago e Marcaria

Nel Casalasco si ricandidano i tre sindaci eletti nella precedente consultazione. A Marcaria invece è battaglia tra cinque candidati: nei due comuni più grandi saranno eletti 12 consiglieri, nei due più piccoli invece saranno 10 i nomi nuovi in consiglio comunale.
elezioni_ev

Domenica si vota. Lo sappiamo perché sui media dibattiti e polemiche sono da tempo all’ordine del giorno, grazie al fatto che ad essere eletti saranno i nuovi amministratori delle principali città italiane. Si vota nei quattro Comuni più popolosi: Roma, Milano, Napoli e Torino, ma si vota anche in altre grandi città quali Bologna, Cagliari, Trieste. Tra i 1342 Comuni chiamati a rieleggere sindaci e consiglieri, come noto ce ne sono tre nel Casalasco, ossia Piadena, San Giovanni in Croce e San Martino del Lago, e uno nell’Oglio Po mantovano, Marcaria, che dopo Viadana è il secondo comune più popoloso della provincia di Virgilio nel comprensorio. Rispettando il silenzio elettorale che precede le 24 ore che recano al voto, non riportiamo dichiarazioni dei vari sfidanti, ma volentieri riepiloghiamo la situazione.

Nel Casalasco si ricandidano i tre sindaci eletti nella precedente consultazione. A Piadena Ivana Cavazzini ci riprova a due anni di distanza con la stessa squadra, dopo essere decaduta a causa di dimissioni ritardate dalla carica di sindaco di Drizzona. Stavolta affronterà Pietro Francesconi. A San Giovanni Pierguido Asinari dovrà vedersela col predecessore Libero Monteverdi. Ma forse la partita più ostica l’avrà a San Martino Dino Maglia, che non ha avversari, è vero, ma che dovrà convincere i compaesani a presentarsi alle urne, per evitare il commissariamento. La legge prevede infatti che, solo laddove si presenti una sola lista, le elezioni siano valide ma a patto che si rechi alle urne il 50% più uno degli aventi diritto al voto. Una formalità, qualcuno potrebbe pensare, ma non tanto se si pensa ad alcune circostanze negative che si sovrappongono, quali il crescente livello di astensionismo, la certezza del vincitore che potrebbe scoraggiare tanti cittadini e, da non sottovalutare, la presenza nelle liste elettorali di San Martino di una grossa percentuale di cittadini residenti all’estero: oltre il 20% del totale. Il che significa che, dando per scontato che nessuno di questi rientrerà in Italia per votare, dovrà presentarsi alle urne (anche votando scheda bianca o nulla) oltre il 70% degli effettivi abitanti di San Martino con diritto al voto, pena annullamento delle elezioni e arrivo di un commissario. Da qui si capisce la crescente preoccupazione di Dino Maglia, e in generale degli abitanti del Comune che ospita l’autodromo.

Negli altri due comuni la contesa si è svolta all’insegna più del fair play che ha caratterizzato la corsa milanese piuttosto che la caciara di quella romana. La Lista Obiettivo Piadena che ricandida la maggioranza uscente si è presentata ai piadenesi lunedì sera al Vho e mercoledì sera in Sala Civica. La Cavazzini evita polemiche dirette, probabilmente conscia del vantaggio che le assegnò nel 2014 la vittoria. Dal canto suo, Francesconi con Piadena al Centro ha contestato alle opere rivendicate dall’attuale amministrazione la primogenitura dell’ex sindaco Tosatto, chiedendo anzi che l’avversaria sia condannata a pagare il danno erariale provocato dall’ineleggibilità, rifacendosi a una recente sentenza. Francesconi ha presentato la lista martedì sera sempre nella Sala Civica. Nel recente scontro in tv trasmesso da Cremona 1 nel programma condotto da Simone Bacchetta, il momento più acceso si è toccato sulla discussione della moschea/centro culturale islamico di Piadena. Nel caso di Piadena è evidente uno schieramento di centro sinistra (Cavazzini) contrapposto a uno di centro destra (Francesconi).

A San Giovanni Libero Monteverdi si è presentato ai cittadini martedì sera presso il Teatro Cecilia Gallerani, mentre Pierguido Asinari ha atteso le ultime ore utili, con l’incontro pubblico che si è svolto venerdì sera. Sabato come noto vigeva il silenzio elettorale. Ma complessivamente nelle ultime settimane a San Giovanni non ci sono state tensioni e polemiche. Si vota dunque nella sola giornata di domani, dopo che il governo ha bocciato l’estensione al lunedì. Si potrà farlo dalle ore 7 fino alle ore 23. Lo scrutinio sarà immediato, quindi subito dopo scatterà il conteggio dei voti. Per tutto questo periodo (7-23) gli uffici elettorali rimarranno aperti per chi avesse smarrito la tessera elettorale. Ovviamente nessuno dei tre Comuni casalaschi sarà interessato al ballottaggio (riservato a quelli che hanno oltre 15mila abitanti) a meno che non si verifichi un improbabile testa a testa con due liste che raccogliessero lo stesso numero di voti. Sarà possibile esprimere una sola preferenza per i candidati consiglieri. I consiglieri eletti saranno 12 a Piadena (che ha oltre 3mila abitanti), dei quali 8 di maggioranza e 4 di minoranza, 10 negli altri due Comuni (7 di maggioranza, 3 di minoranza).

A Marcaria, invece, i 7mila residenti dovranno scegliere tra cinque candidati sindaco: è stata una battaglia senza esclusione di colpi, che ha portato in paese anche “pezzi grossi” della politica nazionale a conferma di quanto sia sentita la sfida. Dopo la morte di Carlo Orlandini, si candidano due nomi che hanno fatto parte della sua giunta. Da un lato Carlo Alberto Malatesta, già vicesindaco, con una lista civica vicina al centro-destra, dall’altra Stefano Simonazzi, già assessore, con una civica vicina al centro-sinistra. Gli altri candidati sono Bruno Casagrande (vicino al Movimento 5 Stelle anche se senza simbolo) e poi due donne, ossia Katia Pognani (lista civica anche se con vicinanza al centro-destra) e Roberta Cominotti (civica e indipendente da partiti, ma di area centro-sinistra). Anche qui saranno 12 i consiglieri eletti, come a Piadena, anche se, a fronte di 8 consiglieri di maggioranza, in questo caso i 4 consiglieri di minoranza potrebbero essere spartiti tra più di una lista.

Vanni Raineri

© Riproduzione riservata
Commenti