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Tifosi Pomì, scopriamo
la Coppa Cev: come funziona
il secondo trofeo europeo

La rivoluzione della massima competizione europea della pallavolo femminile si ripercuote, come un effetto domino, anche sulla seconda kermesse continentale, vinta lo scorso anno dai russi della Dinamo Krasnodar contro i turchi del Galatasaray. Cambia qualcosa, infatti, pure in Cev Cup.
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Nella foto la Dinamo Krasnodar festeggia l'ultimo successo in Cev

CASALMAGGIORE – Giovedì 9 giugno, a Roma, verranno sorteggiati gli accoppiamenti dei primi turni preliminari della Champions League 2016-2017: la stagione europea della Pomì Casalmaggiore, di fatto, potrebbe anche cominciare da lì. Certo, detta così è un po’ forzata e una specifica è necessaria. Ma se non altro accelerare i tempi serve a spiegare al meglio i meccanismi di un torneo, la Coppa Cev, che la Pomì giocherà nella prossima stagione per la prima volta, al posto proprio della Champions della quale è detentrice ma alla quale non si è qualificata.

La rivoluzione della massima competizione europea della pallavolo femminile si ripercuote, come un effetto domino, anche sulla seconda kermesse continentale, vinta lo scorso anno dalle russe della Dinamo Krasnodar contro le turche del Galatasaray. Cambia qualcosa, infatti, pure in Cev Cup, pur restando fissa la formula dell’eliminazione diretta sin dal primo turno, differenza principale rispetto alla Champions. Nella scorsa stagione le squadre al via erano 32 impegnate nei sedicesimi di finale, ma ad un certo punto, ossia dopo i quarti, vi era una intersezione dalla stessa Champions, dato che quattro delle sei terze dei gironi della principale competizione europea scendevano appunto in Cev, giocando una sorta di turno bis di quarti di finale contro le superstiti del cammino iniziano nei sedicesimi.

Stavolta è diverso, dato che l’intreccio tra le due manifestazioni sarà immediato. Entreranno cioè in Cev Cup le perdenti del primo, secondo e terzo turno preliminare di Champions. E da quel momento in poi non vi sarà più alcuna “contaminazione” o ingresso extra. Anche per questo – e qui sta il primo punto importante – il primo turno Cev per la Pomì sarà il 13 dicembre, molto tardi rispetto al solito, proprio per attendere di capire le qualificate. Altre date certe: il 16 marzo finiranno i quarti di finale, dal 28 al 15 aprile si giocheranno semifinali e finale, sempre con la formula dell’home-away, ossia dell’andata e ritorno.

Per inciso, undici team sono già qualificati, o almeno questo dice il sito ufficiale Cev: le italiane Casalmaggiore, appunto, e Busto Arsizio (che ha fatto domanda), le francesi Beziers e Stade Francais Paris, la turca Galatasaray, le svizzere Duedingen e Franches Montagnes, la russa Dinamo Kazan (che la Pomì eliminò in semifinale di Champions), i polacchi del Lodz, i tedeschi di Stoccarda e Vilsiburg. Undici team da unire ai 14, potenziali, in uscita dai preliminari di Champions. Più qualche ritocco, o ripescaggio, al momento non ancora noto, dalle varie federazioni nazionali aventi diritto e dalla Challenge Cup, fino a raggiungere 32 (probabile) o 64 (difficile) squadre, per partire da un numero pari. Per inciso il tabellone sarà sullo stile del tennis, dunque con incroci definiti fino all’ultimo incastro, dal primo turno alla finalissima: questo verrà sorteggiato a Varna, in Bulgaria, il 30 giugno. A ben vedere, l’Europa della Pomì 2016-2017 parte da lì.

Giovanni Gardani

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