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Lectio magistralis
di Gherardo Colombo
alla 'Diotti'

L'ex Pm ospite dell'Istituto comprensivo di Casalmaggiore in occasione della consegna delle borse di studio intitolate ad Augusta Arisi. GALLERY
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Gherardo Colombo alla 'Diotti'

CASALMAGGIORE – Una lectio magistralis davanti agli studenti delle classi terze della scuola media Diotti di Casalmaggiore; uno dei tanti momenti formativi che Gherardo Colombo, da quando ha smesso la carriera da pubblico ministero e da giudice, ha scelto di organizzare, intraprendere e sposare. Il motivo? E’ tutto spiegato nella metafora dell’idraulico: da giudice, Colombo, celebre per avere fatto parte dell’inchiesta Mani Pulite che di fatto spezzò la Prima Repubblica aprendo la strada a una nuova fase politica in Italia, sentiva di poter fare giustizia senza però migliorare alla radice la cultura della legalità, aggiustando di fatto soltanto il rubinetto della cucina. Parlando invece alle giovani leve, alle scuole, ai cittadini di domani, e scrivendo libri che spesso spiegano, con semplicità e metafore, la Costituzione proprio ai ragazzi, Colombo mira ad arrivare al rubinetto centrale, quello dove davvero va riparato il danno, per garantirsi un futuro di onestà e civismo. Ospite in Aula Magna alla Diotti in occasione del terzo bando alla memoria di Augusta Arisi, professoressa molto apprezzata e moglie di Guido Sanfilippo, presente assieme ai figli Francesco e Laura, Colombo è stato salutato dalla dirigente della scuola media Cinzia Dall’Asta e dal sindaco Filippo Bongiovanni, che ha ricordato come negli anni di “Mani Pulite” lui stesso fosse studente della Diotti, tra il 1990 e il 1992. Sanfilippo ha invece citato il patto sociale di Rousseau, sottolineando come la magistratura potesse soltanto avere carattere repressivo rispetto a storture ormai avvenute. “Occorre quindi agire in via preventiva – ha spiegato Sanfilippo riferendosi all’opera di Colombo – sforzarsi di rendere migliori gli uomini prima che il male abbia corrotto il vivere civile, diffondere e radicare nelle coscienze i principi della giustizia, dell’uguaglianza, della democrazia, che trovano la loro espressione nella Carta costituzionale e nelle leggi che da essa discendono”.

Poi spazio all’illustre ospite, che ha creato una vera e propria cesura nella mattinata, parlando con gli studenti non dalla cattedra, ma camminando tra loro, avvicinandosi, coinvolgendoli e infine rispondendo alle loro domande. Tanti i concetti passati in rassegna: dalla libertà che non è mai senso di onnipotenza ma spesso scelta, limite e dunque rinuncia, per la stessa natura umana che, come tale, è imperfetta e non può tutto; all’importanza delle regole, che però evidentemente agli italiani non piacciono, se è vero che banalmente 160 miliardi di euro di tasse inevase hanno in parte causato la crisi economica e di lavoro di questo periodo storico; e ancora l’importanza dell’articolo 3, quello dell’uguaglianza e sulle minoranze, tanto che lo stesso Colombo ha affermato che nella Costituzione, se potesse, inserirebbe da subito la cittadinanza italiana automatica per chiunque nasca nel Belpaese.

E ancora la corruzione in politica, che un tempo passava dal finanziamento illecito ai partiti e oggi è in quantità simile ma più anarchicamente distribuita (“ora i soldi non finiscono più “per caso” nelle tasche dei politici, ma quasi per diritto”); diversi passaggi su Cesare Beccaria e sull’Illuminismo Lombardo, vero punto di svolta di una società più giusta, capace di abolire il supplizio; e infine il concetto di prevaricazione sul debole, visto sia nella quotidianità, molto esemplificativa, del fratellino trattato male dal fratello più grande, sia nella macro-realtà del pizzo e della mafia. Concetti e parallelismi non sempre scontati ma molto concreti, per realizzare, assieme agli studenti della Diotti, come il principio di legalità sia perseguibile anche nella vita di sempre, in casa, tutti i giorni. Partendo dal “noi” e dal “ciascuno”, termini imprescindibili, sui quali si fonda una Costituzione, la nostra, da migliorare in qualche passaggio ma da difendere nei suoi punto focali.

Per finire sono stati premiati con la borsa di studio “Arisi” quattro studenti della Diotti, autori dei migliori temi dal titolo “Viva la Costituzione”: tra gli italiani primo Lorenzo Frassanito di 3° A, seguito da Chiara Grazioli di 3° C; per gli studenti stranieri, invece, prima Vanesa Agjeman di 3° F, seguita da Andrew Asare di 3° C. E prima di tornare in treno a Milano, Colombo è stato omaggiato dalla famiglia Sanfilippo e dagli stessi ragazzi della Diotti con un disegno rappresentante l’albero della legalità.

Giovanni Gardani 

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