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Piadena, stop con Saronno:
ma il palazzetto gremito
tributa un lungo applauso

Finisce come nel 2006, quando a imporsi 2-0 fu la Juvi all’epoca sponsorizzata Rossini’s. Ma finisce, anche, con la consapevolezza di avere dato tutto: non è retorica, perché quando è così anche la sconfitta fa un po’ meno male.
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Nella foto l'applauso del pubblico all'MgK Vis a fine gara

PIADENA – Ci ha provato fino alla fine, fino all’ultimo minuto, la MgK Vis Piadena. Lo ha fatto con una costante rincorsa, quasi in apnea, contro Saronno che, dopo avere sbagliato praticamente nulla per due quarti, nel secondo tempo è parsa in debito d’ossigeno, ma con l’esperienza, e una grande difesa, ha meritatamente conquistato la serie B in due gare.

“Il rammarico – ha spiegato coach Marco Mazzali a fine partita, giocata in un palazzetto gremito – è per gara1, dove si poteva fare meglio a livello caratteriale. Oggi (mercoledì, ndr) contro certe percentuali di tiro era difficile fare di più. E in ogni caso abbiamo dato tutto, credendoci fino a 30 secondi dalla fine”. Proprio così: la Robur Saronno di coach Piazza ha centrato il canestro quasi da ogni posizione, spesso da tre, con un 8/11 nel tiro pesante nei primi 20 minuti davvero emblematico. Piadena, dal canto suo, è stata avanti per una sola volta, quando la tripla di Falconi ha dato l’11-9. In tutta la serie, comprendendo dunque anche gara1 a Saronno, l’MgK Vis non è più stata capace di andare in vantaggio.

Il momento decisivo? Facile localizzarlo tra la fine del primo e l’inizio del secondo quarto, con Piadena congelata per sette minuti pieni, senza più trovare la via del canestro, e Saronno che, di contro, ha messo dentro un parziale di 26-4 capace di dare un “ventello” di vantaggio ai già favoriti ospiti. Eppure Piadena non s’è arresa: ha provato a ricucire, non c’è riuscita fino all’intervallo, chiusi sul 30-46, ma ha innestato la marcia giusta tra il terzo e l’ultimo quarto. Saronno, come detto, ha accusato un calo fisico netto, pur sostenuta dal solito Cacciani e dal lavoro sporco di tutta la difesa (e in particolare di Petrosino), con Guffanti e Gurioli magari meno precisi, ma comunque letali.

Diallo ha fatto sognare con una schiacciata e poi cinque punti consecutivi che hanno portato i casalaschi di Mazzali a -7, minimo vantaggio ospite della partita. Sul 46-53 con palla in mano, Piadena ha avuto forse l’ultima occasione per rientrare a 4 minuti dal termine, capitan Marenzi ha suonato la carica, Teghini, meno puntuale sotto canestro, ci ha comunque provato, ma un fallo ingenuo di Falconi e un successivo tecnico fischiato a Piadena hanno chiuso i giochi, ben prima della tripla in transizione di Furlanetto, ex Juvi Cremona.

Finisce senza promozione, insomma, ma con un grande applauso: quello che il pubblico di Piadena ha riservato ai suoi beniamini, capaci di chiudere con un team giovanissimo (il più “anziano”, Marenzi, è un classe 1991) al secondo posto in regular season e poi di conquistare la seconda storica finale playoff in C Gold della quarantennale storia del sodalizio casalasco. Finisce come nel 2006, quando a imporsi 2-0 fu la Juvi all’epoca sponsorizzata Rossini’s. Ma finisce, anche, con la consapevolezza di avere dato tutto: non è retorica, perché quando è così e non hai nulla da rimproverarti pure la sconfitta fa un po’ meno male.

AGGIORNAMENTO – Giovedì sera alle ore 20.30 l’MgK Vis di Piadena, con atleti e staff dirigenziale, sarà ricevuta in comune a Piadena dalla giunta comunale. Verrà consegnata una pergamena per ricordare la splendida stagione chiusasi mercoledì sera. “I tempi ristretti sono dettati dal fatto che, venerdì, i ragazzi faranno ritorno alle rispettive case” spiega l’assessore allo Sport del comune Maurizio Bastoni.

Giovanni Gardani

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