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La medicina ai tempi
del sabbionetano
Achille De Giovanni

Partecipato convegno al teatro all'Antica, dedicato al medico e ricercatore nato nella Piccola Atene nel 1838.
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I relatori dell'incontro

SABBIONETA – Medici e studiosi di storia della medicina, provenienti da diverse regioni italiane tra cui Campania e Sicilia, hanno partecipato al convegno dedicato ad Achille de Giovanni che si è tenuto nel Teatro all’Antica di Sabbioneta in occasione del centenario dalla morte. L’incontro è stato introdotto e coordinato da Aldo Vincenzi, sindaco del comune di Sabbioneta, che lo ha organizzato insieme alla Società Italiana di Storia della Medicina. Alberto Sarzi Madidini ha illustrato la vita e l’opera di Achille De Giovanni, illustre clinico e maestro della medicina italiana tra l’Ottocento e il Novecento, nato a Sabbioneta nel 1838 e morto a Padova nel 1916. Dopo la giovinezza, trascorsa a Sabbioneta, De Giovanni proseguì gli studi a Pavia dove si laureò in medicina nel 1862. Divenne poi professore ordinario di patologia presso la stessa Università e in seguito direttore della clinica medica dell’Università di Padova, dove fu anche Magnifico Rettore. Precursore in vari settori della medicina e della ricerca finalizzata alla salute, fu autore di numerose pubblicazioni scientifiche; è da considerarsi il creatore della scuola costituzionalistica italiana e, dopo la morte per tubercolosi dell’unico figlio, fondò la Lega Nazionale contro la Tubercolosi. Personalità complessa, agli studi medici unì la passione per la politica e l’impegno sociale ricevendo numerose onorificenze; fu volontario nei Cacciatori delle Alpi di Garibaldi e venne nominato senatore per meriti scientifici nel 1902.

Il professor Giuseppe Armocida, ordinario di Storia della Medicina presso l’Università dell’Insubria, si è soffermato sulla medicina al tempo di Achille de Giovanni. Il periodo storico compreso tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima del Novecento rappresentò un passaggio epocale per la scienza medica grazie all’invenzione dell’anestesia e dello stetoscopio, all’introduzione della medicina sperimentale, alla scoperta delle malattie infettive, al ruolo popolare affidato ai medici condotti. Il professor Alessandro Bargoni, docente di Storia della Medicina nell’Università di Torino, ha invece illustrato le innovazioni introdotte da De Giovanni nel campo del costituzionalismo. Idee innovative e brillanti intuizioni, spesso poco comprese dai suoi contemporanei, che divennero realtà scientifiche solo dopo la sua scomparsa e che oggi trovano conferma nella genetica.

Infine il professor Stefano Arieti, segretario della Società Italiana di Storia della Medicina, ha ricordato gli altri due illustri medici e clinici di origine sabbionetana contemporanei di Achille de Giovanni: il professor Pio Foà, che sviluppò la sua attività soprattutto all’Università di Torino, e il professor Pietro Albertoni che invece esercitò a Bologna. Nel convegno sono emerse anche curiosità scientifiche dimenticate dal tempo come quella dell’Antinevrotico De Giovanni, un prodotto farmaceutico la cui formula venne ideata dal clinico sabbionetano e che ebbe, per decenni, una notevole diffusione sul mercato internazionale grazie alle sue proprietà di tonico ricostituente del sistema nervoso.

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