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Bozzolo, ora è game over:
il bilancio non passa. Insulti
e accuse fuori dal consiglio

Ancora sei voti pari, dunque è mancato il voto in più che avrebbe salvato la giunta: Sergio Nardi, da pronostico, è stato colui che più s'è avvicinato alla maggioranza, provando a fare proposte che potessero convincerlo maggiormente, invano. Il suo voto contrario è stato decisivo.
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Nella foto l'ultimo consiglio di Bozzolo

BOZZOLO – A questo punto il commissariamento prefettizio per il comune di Bozzolo è inevitabile. In teoria, per legge, il consiglio avrebbe tempo ancora fino al 29 giugno per votare e approvare il bilancio, ma dopo il secondo tentativo andato a vuoto mercoledì sera (il terzo contando la prima volta in cui mancò il numero legale) è praticamente certa la “crisi di governo”.

Ancora sei voti pari, dunque è mancato il voto in più che avrebbe salvato la giunta: Sergio Nardi, da pronostico, è stato colui che più s’è avvicinato alla maggioranza, provando a fare proposte che potessero convincerlo maggiormente, invano. Il suo voto contrario ha spostato il possibile 7-5 trasformandolo nello stesso 6-6 già verificatosi una settimana prima. Al termine della seduta si sono verificati momenti poco edificanti fuori dal consesso con accuse e insulti riferiti ai consiglieri in uscita dal palazzo municipale. A Bozzolo si verifica così la stessa situazione che segnò politicamente Viadana nel 2014, con l’arrivo del commissario dopo la crisi della giunta Penazzi.

LA CRONACA DELLA SERATA – Eppure la seduta consiliare sembrava foriera di belle intenzioni. In apertura il sindaco facente funzioni Cinzia Nolli aveva spiegato che quella era l’ultima occasione per dimostrare alla gente di Bozzolo, presente nella sala del Municipio come mai si era visto prima, alto senso di responsabilità e rispetto, evitando il pericolo del comissariamento. Con un colpo di teatro, sicuramente preparato ma abilmente tenuto nascosto, poi la Nolli ha tirato fuori quella che avrebbe potuto indicare la via d’uscita alla crisi con la nomina di Sergio Nardi ad assessore ai Lavori pubblici e l’attribuzione di consulenze (permanenti al sindaco) ad altri tre dissidenti quali Giacomo Resta, Pierluigi Marcante e Nicola Scognamiglio.

Tuttavia la mossa, contrariamente all’obiettivo prefigurato, ha raggiunto l’effetto contrario con tutte le minoranze scatenate nel respingere una proposta ritenuta inaccettabile perché formulata da una maggioranza che non era più tale. Inutili i tentativi di Nardi di ricucire lo strappo invitando più volte il sindaco ad allargare la giunta, senza però azzardare nomi come insistentemente la Nolli chiedeva a gran voce. Di nomi non ne sono usciti per il semplice fatto che sarebbero stati bocciati.

E così è finita tra urla, accuse reciproche di bugie e falsità, con la Nolli che a tratti chiudeva il volto tra le mani per poi battere i pugni sul tavolo con scatti di rabbia come mai era capitato di vedere. Si è litigato ancora sulla questione profughi, sull’accusa circa le bugie di Torchio, sull’uscita da Foedus come se la colpa fosse di Caleffi, il presidente dell’Unione. Alla fine inascoltata è stata la supplica di Nardi che chiedeva un rinvio: si è tentato nonostante tutto di rivotare il bilancio. Ed è stata la debacle totale, con la parola fine su questa disastrata amministrazione bozzolese.

Rosario Pisani

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