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"Non siamo qui per punire,
ma per educare alla salvaguardia
dell'ambiente"

Le Guardie Ecologiche Volontarie presentano il bilancio delle attività dei primi sei mesi dell'anno. Il coordinatore Carlo Sante Gardani: "Fatto tantissimo. Auspico ricambio generazionale".
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Da sinistra: Gardani, Bongiovanni e Ferrari

CASALMAGGIORE – Sei mesi di attività ed un bilancio che va ben oltre i numeri, incalcolabili, delle ore spese al servizio della comunità e del territorio, inteso come patrimonio naturalistico e non solo. Le Guardie Ecologiche Volontarie di Casalmaggiore e del Casalasco, coordinate da Carlo Sante Gardani, hanno presentato in sala consigliare, giovedì mattina, le tante iniziative portate avanti con impegno nel corso dei primi sei mesi dell’anno. Un lavoro che è frutto di un percorso avviato nel 2007 dallo stesso Gardani, oggi pronto a cedere il testimone ad una guida giovane, capace di dirigere un gruppo di 24 persone tra i 18 ufficiali di polizia amministrativa e i 6 volontari amici delle Gev. “Auspico un ricambio generazionale”: così il coordinatore, ringraziando tutti coloro che si sono impegnati per il bene pubblico: “Non siamo qui per punire, ma per educare alla salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio della nostra città”. Impegno come “motivo d’orgoglio”, che il sindaco Filippo Bongiovanni ed il responsabile dell’Ufficio Ambiente e Manutenzione Uber Ferrari hanno sottolineato a più riprese.

I controlli definiti istituzionali hanno riguardato una vasta gamma di ambiti, dal monitoraggio dei rifiuti a quello della golena (con particolare attenzione all’ingresso di mezzi motorizzati), fino al censimento di cartelli stradali, cestini e scarico acque: attività che, coordinata con Padania Acque, ha portato alla risoluzione di problematiche rischiose per la cittadinanza. Non sono mancate, da parte delle Gev, le segnalazioni di criticità varie, come non è venuto meno l’aiuto nell’accompagnamento degli studenti nei percorsi casa-scuola. E poi il controllo del territorio, di fossi e chiaviche, alberi e parchi, strade e mercato. Senza trascurare il servizio prestato nel corso di manifestazioni pubbliche e la didattica, con attività nelle scuole e collaborazioni col Cisvol. Il ventaglio di attività è ampio e come evidenziato da Gardani la volontà delle Gev non è sanzionatoria, bensì di educazione al rispetto dell’ambiente. Una mission, quella delle Gev, iniziata con ritardi burocratici nel 2011: undici i primi ufficiali, a cui se ne sono aggiunti altri dopo il corso di fine 2014 e l’esame di maggio 2015.

“Abbiamo un ufficio in comune, messo a disposizione dall’amministrazione, dove è possibile rivolgersi per ricevere informazioni o fare segnalazioni. Anche per contestare contravvenzioni”: ha precisato Gardani. Passi avanti dovranno essere fatti circa il controllo dei comportamenti dei cani e, soprattutto, dei relativi padroni: “Siamo i primi ad amare gli animali, ma amarli non significa permettergli di fare quello che vogliono. C’è qualche arrogantello e presuntuoso che non rispetta le regole. Il guinzaglio deve essere di 1,5 metri in zone urbane, le deiezioni vanno sempre raccolte”. Le Gev hanno quindi ringraziato le aziende (un paio) che hanno reso possibile l’acquisto di materiali, ricordando che il contributo per il mantenimento del gruppo arriva da Regione Lombardia. Come precisato in chiusura di conferenza, il servizio dei volontari non si limita a Casalmaggiore ma spazia anche a Rivarolo del Re e Martignana di Po, su richiesta dei sindaci dei rispettivi Comuni.

Simone Arrighi

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