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Un oceano d'amore nel
saluto a Luca: Commessaggio
piange così un amico

Al termine del rito i genitori di Luca con Arianna e gli altri parenti si sono cinti la vita camminando tutti assieme dietro al feretro sino al cimitero dove la bara é stata infilata nel loculo con gli oggetti che vi erano stati appoggiati sopra: un modellino di moto Ducati e una sciarpa del Milan.
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Nella foto un momento del funerale

COMMESSAGGIO – Non era difficile immaginare che la grande e bella chiesa di Commessaggio non potesse contenere la marea di gente, parecchia della quale ha dovuto seguire il funerale all’esterno. “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?”. Questo angosciante lamento di Gesù sulla croce, tratto da un celebre passaggio evangelico, è stato citato dal parroco durante i funerali di Luca Bianchi, morto all’età di 31 anni nel tremendo incidente accaduto nella notte tra sabato e domenica dove sono deceduti anche tre indiani. “Questo grido di dolore è il medesimo che poteva uscire dalle voci dei suoi famigliari” ha detto al microfono don Marco Tizzi durante l’omelia aggiungendo che “è sicuramente difficile accettare un destino così crudele quando la morte arriva come se fosse un ladro che ci porta via le persone più importanti. Da oggi niente sembra più come prima, come se Dio si fosse girato da un’altra parte”.

Nel silenzio glaciale della chiesa di Commessaggio, al cui interno non ha potuto trovare posto per intero la marea di gente accorsa, il parroco ha quindi aggiunto. “Ma non è così e il dubbio che credere non serva a niente se Dio non usa il suo potere per fermare queste disgrazie svanisce con la fede. Una fede che ci spinge a riporre fiducia in un Dio d’Amore. Anche nel lutto. Lui ci rimane vicino per rimetterci in piedi aiutandoci a continuare ad andare avanti”. Queste espressioni di conforto don Marco le ha pronunciate, anche perché stimolato dai famigliari con cui era rimasto a colloquio per oltre un’ora il giorno dopo la tragedia.

“Mi ha commosso la loro forza d’animo, e la grande sensibilità con cui Arianna ha affrontato i parenti delle tre vittime (tre ragazzi indiani erano pure in chiesa ieri mattina, ndr) nella camera ardente. Dopo un momento di smarrimento, lo stesso Gesù, ricorderete, ha però aggiunto che consegnava il suo destino nelle mani del Padre. Luca ha già scoperto la gioia della vita eterna e con la preghiere anche voi lo ritroverete, ne siamo tutti certi”.

Al termine del rito i genitori di Luca con Arianna e gli altri parenti si sono cinti la vita camminando tutti assieme dietro al feretro sino al cimitero dove la bara é stata infilata nel loculo con gli oggetti che vi erano stati appoggiati sopra: un modellino di moto Ducati con lo stendardo della stessa marca e una sciarpa del Milan. Alle esequie era presente anche il sindaco Sarasini con la stessa maglietta verde di tutti i volontari Avis, su un lato della navata in chiesa. Era commosso sino alle lacrime pure lui, come tanti che hanno seguito il rito reso ancor più struggente dal coro di Commessaggio e dalle musiche eseguite alla tastiera da Guido Gozzi.

Oltre all’omelia già ricordata, i brividi hanno toccato la pelle dei presenti quando sono stati letti due messaggi. Uno scritto dagli appassionati delle moto che si sono rivolti all’amico, chiamandolo Luc e ricordando la sua capacità organizzativa nel preparare le gite con le rispettive motociclette. Struggente anche la lettera scritta dalla moglie del datore di lavoro di Luca Bianchi, Daniela, che ha tracciato un parallelo tra la morte del marito sei anni fa e questo lutto che privava la CerealSarzi di un collaboratore indimenticabile. Nel corteo che seguiva il feretro tra la folla anche il vicesindaco di Marcaria Cattafesta e il consigliere Stefano Simonazzi.

Rosario Pisani

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