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Consiglio, Leoni: "Put a
novembre". Toscani (Listone):
"Alcuni punti scellerati"

Il consigliere di minoranza Pasotto (Casalmaggiore la Nostra Casa): "Rilancio la necessità di presentare ai cittadini la bozza, altrimenti succede quel che è successo in questi giorni. Che su determinate questioni si scatenino le frange degli oppositori. Sarebbe una buona cosa".
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Nella foto un momento del consiglio

CASALMAGGIORE – Visioni globali, e prospettive che appariranno chiare a breve, appena il PUT sarà conosciuto e si scoprirà che Parigi, forse, val bene una messa. E i commercianti, i cittadini? Sacrosante le loro lamentele, ma anche no. La carenza di una visione globale ‘inficia’ il loro giudizio.

Si è parlato di PUT all’inizio del Consiglio Comunale. E’ stato il vicesindaco e responsabile della Partita Giovanni Leoni a spiegare i tempi tecnici che vedranno (forse, anche qui il condizionale resta d’obbligo) a metà ottobre, inizio novembre il termine dell’iter che tra commissioni e doveri burocratici prosegue da oltre un anno. Il là alle spiegazioni del vicesindaco è stato dato dalla richiesta, protocollata il 30 giugno scorso dalle opposizioni, di un consiglio comunale che si occupasse della questione. “Desidero ricordare quello che è il PUT. Non mi limito a fare solo una puntuale tempistica di quello che è lo stato attuale del piano – ha esordito Leoni – e desidero fare un passo indietro per far capire il perché siamo arrivati a questo punto e perché ci aspettano ancora alcuni mesi per il passaggio dell’iter di approvazione. E’ legato fondamentalmente all’inquadramento del lavoro che noi abbiamo definito Piano Urbano del Traffico. Il PUT per natura e normativa è l’unico strumento definito piano obbligatorio per i comuni sopra ai 30 mila abitanti. Quindi il comune di Casalmaggiore poteva evitare di farlo volendo, tanto e vero che da una volontà consiliare si è deciso all’unanimità di fare un lavoro comune ad un tavolo della cosiddetta Commissione Urbanistica affinché uscisse un prodotto che è limitativo definirlo un piano dovuto dalla normativa. Perché di base Casalmaggiore non è tenuta alla realizzazione di un piano così come lo definisce la normativa. Di fatto il Comune ed il Consiglio intero hanno voluto darsi un’opportunità. Questo non è un mio piano, ma un lavoro che ha fatto e sta facendo la commissione a partire dal presidente e da tutti i commissari e tutti i membri della commissione. Una sorta di costruzione di una riqualificazione urbana, una lettura di quello che è lo stato della viabilità della città trasferendolo in un documento, in un lavoro affinché indicasse un percorso d’orientamento a chi poi deve amministrare. Un lavoro che rimanesse per la città”.

Questa la premessa, poi i tempi tecnici di un piano che Casalmaggiore ha fatto pur non essendo tenuta a fare e che però, essendo stato fatto, ha vincolato il piano ai tempi di legge: “Di fatto avendolo inquadrato come Piano, bisogna rimanere attaccati a quel che prevede la legge regionale. Il PUT esige un percorso istituzionale di un iter approvativo che prevede la verifica e l’assoggettabilità alla VAS, Valutazione Ambientale Strategica, è quindi bisogna vedere se quel piano è assoggettabile alla normativa prevista dalla legge 12. Per questo la giunta ha dato l’incarico affinché si provvedesse a fare questo percorso. Questo prevede tempistiche, non è un rallentamento dovuto ad un dormirci sopra”.

Ora, che prevede la tempistica? Appena il tecnico incaricato della VAS avrà fatto la sua analisi e la giunta approvato le deduzioni del tecnico, le stesse verranno messe a disposizione della comunità per le osservazioni. In questa prima fase le osservazioni si limiteranno a quel che riporta il VAS e quindi solo di quello si potrà discutere ed eventualmente controbattere. Alla scadenza dei 30 giorni verrà convocata la conferenza di verifica con tutti gli enti preposti che farà una valutazione tecnica. Effettuato questo passaggio si passerà all’aspetto urbanistico e viabilistico. Dopo il passaggio in consiglio il piano verrà messo a disposizione di tutti per le controdeduzioni e le osservazioni ‘vere’, quelle che riguardano le varie vie, chi le vive e chi ha deciso di impiantarvi un’attività commerciale.

“Chiunque potrà legittimamente – ha aggiunto Leoni – e liberamente depositare le proprie osservazioni. Passati i 30 giorni il Consiglio Comunale porgerà il piano per l’approvazione definitiva”. Il dottor Vicini, il tecnico incaricato della VAS, dovrebbe consegnare le proprie verifiche entro fine luglio, inizio agosto. Poco dopo partiranno i 30 giorni relativi alle osservazioni e alla scadenza verrà convocata la commissione di verifica (metà settembre). Il mese di ottobre dovrebbe essere dunque il mese buono per le osservazioni dei cittadini e delle organizzazioni (commercianti) per le controproposte. A fine ottobre, inizio novembre l’approvazione definitiva. Leoni ha pure voluto entrare in maniera indiretta nella polemica di questi giorni dei commercianti e dei residenti di via Favagrossa. “C’è già del fermento nella comunità – ha spiegato – e vorrei rasserenare tutti affinché lo si veda come un’opportunità dove la comunità può prendere spunto. Esorto chiunque a non saltare sul carro della pancia”.

E qui torna la visione generale: “Invito tutti a restare sul tecnico con una visione generale di quella che è la proposta di quel piano e non entrare nel merito specifico di singoli punti critici perché altrimenti non avendo una visione generale a partire dal tratto dell’Asolana e con le rotonde e le qualifiche delle intersezioni per le quali stiamo lavorando affinché si possano realizzare, non avendo quella visione generale non si potrà capire il perché di quelle scelte e si rischierebbe – anzi si sta già rischiando – di seguire il legittimo ma personale lamento. Chi amministra deve avere una visione generale della problematica, non saltare sul carro di quei quattro o cinque anche se legittimati cittadini. Il problema non è di facile soluzione, lo abbiamo sempre detto. Il PUT non è uno strumento scolpito nel marmo, ma una visione di quello che è il sistema che comprenda un po’ tutto”.

Poi ancora spazio ad altre deduzioni “Perché Casalmaggiore non è Rimini, non è Bergamo, non è Ferrara, non è Reggio Emilia, non è Bolzano che superano i 100 mila abitanti”. Secondo Leoni, se è possibile pensare a un PUT pur se la città non ha i numeri, non è possibile pensare a un PUM (Piano Urbano della Mobilità) pur se la città non ha i numeri. Neppure un piccolo PUM. “Il PUM non è uno strumento obbligatorio è un suggerimento del 2002 del ministero dei Trasporti, uno strumento concepito per le aree metropolitane, dove esistono dei servizi di intermodalità, gomma ferro e bicicletta. Quindi chiederei cortesemente a chi legittimamente auspica ad avere un PUM a calarsi nella realtà di Casalmaggiore che con tutto il rispetto ed il bene che posso avere per Casalmaggiore è un comune di 15 mila abitanti, con un’infrastutturizzazione ben diversa, molto più vicina ad un grosso comune con delle nevralgie interne legate a strade molto legate e connesse”.

Ancora una risposta ai commercianti: “A fronte di quattro o cinque o dieci commercianti che legittimamente evocano attenzione alla loro attività ci siano altrettanti cittadini che chiedono di usufruire di quelle aree attualmente già servite come parcheggi a ridosso di quei negozi. Casalmaggiore è questo, un nucleo unico con un suo centro storico e pensare che si possa scindere quella che è la viabilità delle cosiddette lamiere dalle biciclette e dai pedoni credo sia una cosa auspicabile ma non reale”. Infine un’esortazione al Consiglio a procedere unito verso l’avvenire “Voi avete fatto un lavoro positivo. Dal confronto a volte teso sono emerse soluzioni ed idee interessanti. Sono usciti punti su cui non si è d’accordo ma è normale. Un conto è se restiamo su questo livello, un altro è se usiamo il non essere d’accordo per fare azioni di sabotaggio”.

Poi spazio ai capigruppo. Ad esordire Pierluigi Pasotto (Casalmaggiore la Nostra Casa): “Penso si possa convenire che una revisione del PUT fosse necessaria, nonostante la normativa. Le strade erano nate per il transito di carretti, un tempo si giocava in piazza. Ora le condizioni sono cambiate, ci sono più macchine, il traffico è aumentato esponenzialmente, la portata delle strade no. L’aria è peggiorata ma è vero che il nostro tentativo esplicitato in consiglio comunale di partecipare ai lavori era nato dalla considerazione che questo fosse un importante strumento per migliorare la qualità della vita dei Casalaschi, e non solo degli ecologisti, ma di tutti. Tutti devono poter girare in sicurezza. Non rinneghiamo quella scelta, ci son cose su cui ci si è trovati d’accordo ed altre a cui eravamo sostanzialmente contrari poi l’amministrazione giustamente è in maggioranza ed eserciti questo diritto di maggioranza di proporre ai cittadini quella che è la propria visione. Rilancio la necessità di presentare ai cittadini la bozza, altrimenti succede quel che è successo in questi giorni. Che su determinate questioni si scatenino le frange degli oppositori. Sarebbe una buona cosa”.

Pasotto ha pure chiarito che anche il suo gruppo presenterà emendamenti al piano: “Perché ci son cose che non ci vanno e che conosciamo avendo partecipato ai lavori della Commissione. Il combinato con l’Asolana è una cosa importante ma se si faranno tutte le opere sull’Asolana ha ancora meno senso portare ulteriore traffico in centro. Questa è la nostra filosofia: non vogliamo nuovo traffico. E’ importante la filosofia che sta dietro ad un piano. Il dissenso fortunatamente è ancora lecito”.

Poi è stato il turno di Maurizio Toscani (Listone), che non ha risparmiato una stoccata a Leoni: “Abbiamo dato la disponibilità a partecipare ai lavori mossi dall’idea che più teste potessero fornire più idee per arrivare ove possibile ad un’idea condivisa. Fondamentalmente l’aumento di traffico maggiore si è avuto sull’Asolana e su qui siamo ancora indietro. Il discorso di sveltire il traffico sull’Asolana è sacrosanto, ma già fin d’ora mi sento di dire che la soluzione prospettata tra la rotonda Cogeme e la rotonda del ponte attuale è un’operazione scellerata che porterà solo guai. A me piacerebbe che si potesse raccogliere l’opinione dei cittadini su questa ipotesi di qualificazione”.

Infine il Consigliere di maggioranza Francesco Ruberti. “In qualità di presidente e avendo vissuto le commissioni sentire le parole di Pasotto mi lascia l’amaro in bocca ma entrare adesso nella questione politica è assolutamente prematuro. Appoggio il parere dell’assessore Leoni perché l’iter deve essere fatto e il contesto deve essere generale va visto nella sua interezza con tutte le sue particolarità perché andare a far proseliti su un punto o sull’altro per dare ragione a qualcuno peraltro in assoluta contraddizione l’uno con l’altro è un discorso politico che va fatto più avanti. Va visto nei particolari dopodiché si procederà a tutto l’iter poi entreremo nel dibattito e ci sarà da divertirsi”. Quale sia il divertimento ancora non è chiaro. Intanto il dibattito fuori dal Consiglio, tra i commercianti e i residenti è già iniziato. E dai prodromi, non si annuncia per nulla divertente.

Nazzareno Condina

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