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Polizia provinciale, organico
dimezzato: agenti ora sono 11
Boom di pescatori di frodo

Reti piazzate dai pescatori di frodo, spesso provenienti dall’Est europeo, che raccolgono quanto più pesce possibile. “Abbiamo trovato diverse centinaia di chili di pesce in quelle reti” spiega ancora Barborini. “Spesso vengono tirate da terra con dei cavi, creando rischi notevoli alle imbarcazioni, che possono restarvi incagliate”.
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CREMONA – Organico dimezzato ma lavoro sempre più duro per la Polizia provinciale di Cremona, che ha visto il proprio organico letteralmente dimezzato a causa dei tagli dello Stato: da 22, gli agenti sono passati a 11 unità, così come sono state dimezzate anche le risorse disponibili. Un grido d’allarme quello che si leva dalle fila della Polizia Provinciale, che proprio con la stagione estiva ha dovuto intensificare i controlli contro i predoni del Po, che negli ultimi mesi si sono fatti sempre più accaniti. “Le ultime reti le abbiamo sequestrate una settimana fa, sempre nella zona del porto canale” evidenzia il comandante Massimo Barborini.

Reti piazzate dai pescatori di frodo, spesso provenienti dall’Est europeo, che raccolgono quanto più pesce possibile. “Abbiamo trovato diverse centinaia di chili di pesce in quelle reti” spiega ancora Barborini. “Spesso vengono tirate da terra con dei cavi, creando rischi notevoli alle imbarcazioni, che possono restarvi incagliate”. Per far fronte a questo problema, vengono effettuati anche i controlli in notturna, con la barca, in modo mirato, per individuare i pescatori di frodo. Anche se, come spiega ancora Barborini, “è difficile coglierli sul fatto”. Dunque la battaglia sta nel bloccarli togliendo e sequestrando le loro reti. Le zone più colpite sono appunto quelle del Porto Canale, Spinadesco, la Maginot ma anche lungo le rive casalasche del fiume.

Ma non è tutto: ci sono i controlli legati a ordine pubblico e sicurezza, spesso in collaborazione con le polizie locali dei comuni. “I centri con pochi agenti a disposizione spesso chiedono la nostra collaborazione per i pattugliamenti. Poi ci sono i controlli per la velocità, le verifiche fatte con l’apparecchiatura Falco (controllo revisioni e assicurazioni)”. In primo piano anche i controlli di tipo ambientale, per la difesa rispetto all’inquinamento ambientale di aria, acqua e suolo: scarichi abusivi, rifiuti, forestazione, controllo delle segnalazioni che arrivano dai cittadini, la vigilanza fluviale, il controllo ittico-venatorio, ecc.

Una grande risorsa, in questo scenario tutt’altro che edificante, sono le guardie ecologiche volontarie, già 300 quelle formate sinora, che “potrebbero essere utili nell’accompagnarci a fare alcuni controlli o a presidare quelle aree che noi, per mancanza di uomini e mezzi, non riusciamo più a tener controllate” conclude Barborini. “Ci siamo presi in carico, anche se non sarebbe nostra competenza, anche la formazione degli operatori volontari per il controllo della nutria: ne abbiamo recentemente formati 560, che si aggiungono agli 800 già presenti e che lavoreranno in collaborazione con i Comuni” spiega il consigliere provinciale Alberto Sisti. “Per molti cittadini la Provincia non esiste più, mentre in realtà ci siamo e abbiamo ancora un sacco di competenze, solo con molte meno risorse a disposizione” commenta Davide Viola, vice presidente della Provincia facente funzioni del presidente. “Una riforma come questa andrebbe accompagnata nel tempo, invece siamo lasciati senza risorse e soprattutto senza delle normative chiare”.

Laura Bosio

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