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Sarasini sulla polemica
del Gal: "La lettera di supplica
di Viola tardiva e offensiva"

"Leggiamo questa supplica ad un “vogliamoci bene” come se alla fine di tutto, dopo aver subito ogni dichiarazione lesiva al nostro onore, adesso che quanto da noi sostenuto sta concretizzandosi, dovremmo condividere una richiesta inaccettabile. Troppo facile caro Viola" attacca il sindaco di Commessaggio.
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Nella foto, al centro, Alessandro Sarasini

COMMESSAGGIO – Con riferimento alla notizia dell’esito del bando sulla misura  19 del PSR 2014 – 2020  di Regione Lombardia il Sindaco di Commessaggio, Alessandro Sarasini, prende posizione in merito alla lettera di Davide Viola, Vice presidente della provincia di Cremona e capofila del partenariato Oglio Po, con la quale chiede aiuto ai Consigliere Regionali cremonesi affinché chiedano a Regione Lombardia di mettere più risorse di quante previste e stanziate: “Questa lettera appare assolutamente offensiva, fuori luogo e soprattutto tardiva, nel momento nel quale sono state chiuse le verifiche di ammissibilità e appare chiaro che le risorse vengano destinate a chi ha creduto in progetti alternativi. E’ incredibile che Viola sostenga che, siccome i territori non hanno accolto la richiesta all’aggregazione, tanto auspicata dalla Regione, si deve ridistribuire equamente i fondi sui partenariati ammessi”.

“Viola, tuttavia, pare non ricordare – continua Sarasini-  che la Regione invitava tutti ad una aggregazione individuando in 10 le aggregazione da finanziare. E questo per permettere alla misura di incidere in una forma apprezzabile su ogni compagine finanziabile. Iniziammo a ragionare di aggregazione con il Presidente della Provincia di Mantova Pastacci che mirava ad una unificazione di tutto il territorio Mantovano, ipotesi fortemente contrastata da alcuni, in particolare dal GAL Oglio Po, del quale Viola oggi prende le difese. La nostra intenzione era quella di unificare ma, le varie assemblee tenutesi nell’Oglio Po hanno mostrato un forte interesse a non allargare il territorio preferendo la difesa di una struttura pesante, che per normativa non poteva rappresentare il futuro”.

Insiste Sarasini: “Ricordo i numerosi incontri finalizzati da parte nostra ad un riavvicinamento dei territori casalaschi e viadanesi, e ricordo altrettanto che l’unica volontà espressa dai sostenitori rappresentati dal sig. Viola era quella di difendere la struttura senza entrare nel merito di altro. E ciò nonostante una parte importante dell’Oglio Po abbia approfondito i contenuti del bando, abbia trovato nell’università di Bologna una importante risorsa di idee innovative per il territorio ed abbia scongiurato la rottura del territorio. Ricordo quanto inchiostro è stato versato su quotidiani per raccontare le mozioni a firma del PD alle varie amministrazioni che volevano percorre la strada dell’apertura territoriale, quanto tempo colleghi Sindaci hanno dovuto perdere per rispondere ad attacchi strumentali, privi di contenuto, solo dettati da una assurda volontà di non cambiare nulla perché “così era sempre andata bene”, si diceva”.

“Oggi che sono state assegnate le graduatorie provvisorie in attesa delle memorie dei territori- conclude Sarasini- noi che abbiamo creduto nel cambiamento, noi che abbiamo sperato che tutto non si riconducesse ad una difesa esclusiva di una struttura, noi che siamo stati costretti a difenderci da diffamazioni infondate, leggiamo questa supplica ad un “vogliamoci bene” come se alla fine di tutto, dopo aver subito ogni dichiarazione lesiva al nostro onore, adesso che quanto da noi sostenuto sta concretizzandosi, dovremmo condividere una richiesta inaccettabile. Troppo facile caro Viola, adesso che le sorti dei territori sono segnate per forzature esclusivamente politiche e di difesa quasi personale, si chiede che tutto sia diviso da bravi fratelli. Ma allora perché abbiamo concorso? Perche non ci avete ascoltato? Credo che più che tale lettera sarebbe il caso invitare le amministrazioni che hanno sostenuto il partenariato da lui rappresentato a spiegare alla cittadinanza le motivazioni per aver privato i loro territori di risorse importanti per lo sviluppo”.

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