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Dosolo si è fermata per Marco:
"Cinque bimbi vivranno
grazie a lui: è il nostro baratto"

Travolgente la commozione nella chiesa di Dosolo dove don Alessandro Cappelletti ha celebrato il funerale davanti ad una marea di gente tra cui tanti ragazzi con indosso la maglietta rossa con la scritta in inglese "don't fly to the sky", il motto che i Grest hanno adottato quest'anno.
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DOSOLO – Un paese attonito e sopraffatto. Così sembrava martedì mattina Dosolo, quando tutte le saracinesche dei negozi si sono abbassate aderendo al lutto cittadino proclamato dall’Amministrazione comunale. Stavolta per i funerali di Marco Scaravelli, il bimbo di 6 anni morto in sella alla minimoto fuori controllo nel circuito di Viadana e sabato prossimo per Eric Bale, il piccolo indiano di 9 anni investito davanti a casa da un’auto mentre in bici si recava al Grest dell’oratorio.

In entrambi i casi ci saranno indagini e inchieste giudiziarie: per il momento il pensiero è per le due famiglie entrambe rimaste prive del figlio unigenito. Travolgente la commozione nella chiesa di Dosolo dove don Alessandro Cappelletti ha celebrato il funerale davanti ad una marea di gente tra cui tanti ragazzi con indosso la maglietta rossa con la scritta in inglese “don’t fly to the sky”, il motto che i Grest hanno adottato quest’anno ma che nel caso specifico sembrava quasi una raccomandazione premonitrice nei confronti del piccolo Marco, che invece in Paradiso era volato davvero.

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Questa l’unica consolazione che potrà tenere in piedi il morale di Cristian e Loreta, i genitori che “dopo essere stati spogliati del loro bambino, hanno permesso che anche il suo corpicino venisse spogliato dei suoi organi” come ha sottolineato il parroco, affiancato da don Stefano Zoppi di Villastrada e don Andrea Marchini di Cerese. L’immenso gesto di generosità attraverso il quale altri cinque bambini potranno continuare a vivere è il baratto a cui papà e mamma hanno aderito accettando la volontà di Dio, come ha spiegato al microfono dell’altare una cugina della famiglia leggendo alcune frasi struggenti  scritte dal padre e dalla madre.

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Poi, dopo che tutti i bimbi hanno circondato la piccola bara bianca toccando il legno in segno di pace e cantato per l’ultima volta la sigla del Grest, è partito il lungo corteo verso il cimitero. Qui c’è stato il saluto dall’alto da parte di tre deltaplanisti con la mamma Loreta, che si è fermata per alzare gli occhi al cielo sorridendo nel ricordare che al suo piccolo Marco piaceva anche quello sport. Poi con le funi la minuscola bara candida è stata fatta scendere nella tomba e la rosa gialla che Loreta aveva tenuta stretta in mano per tutta la celebrazione è scivolata dentro la cavità, assieme ad un giglio bianco prima che la terra ricoprisse tutto.

Rosario Pisani

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