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Olimpiadi, per Cremona solo
Desalu. E il primo alloro
provinciale fu di un velocista

Una storia, quella della provincia cremonese ai Giochi, legata soprattutto al canottaggio, che ha portato, guarda caso sempre da Casalmaggiore, il primo oro olimpico con Gianluca Farina a Seoul 1988, e nel complesso sei medaglie su nove totali: Desalu non sarà però un'eccezione.
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Nella foto Desalu e Toetti

CREMONA/CASALMAGGIORE – La nostra provincia è un po’ la Cenerentola, assieme ai vicini di casa di Mantova e Lodi, fermi come noi a quota uno, in quella che comunque rimane la Regione, la Lombardia, che fornisce più atleti alla spedizione azzurra alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Dal 5 al 21 agosto, infatti, saranno 43 gli atleti che partiranno dalle dodici province lombarde, quasi equamente divisi tra uomini (21) e donne (22). In questa particolare classifica dominano Milano, Brescia e Varese, con otto atleti ciascuno pronti a partire per il Brasile, anche se va detto che la ginnasta Vanessa Ferrari, riconosciuta ormai come bresciana doc, è stata per anni contesa proprio tra la provincia della Leonessa e Cremona, essendo soprannominata infatti la farfalla di Genivolta, pur essendo nata a Orzinuovi, quasi sul confine.

Tornando alla nostra provincia, non stupisce che a salvare l’onore sia in particolare Casalmaggiore: Fausto Eseosa Desalu, grazie al pass strappato a Rieti nei Campionati Italiani lo scorso 26 giugno, ha evitato una debacle clamorosa, con la crepa originata in particolare dal flop del canottaggio, movimento capace solitamente di fare da traino. Non stupisce, si diceva, che Casalmaggiore sforni nuovamente un atleta pronto per le Olimpiadi, dopo i sei Giochi, sulle ultime sette edizioni, con Gianluca Farina e Simone Raineri sempre convocati. Dalle parti di piazza Garibaldi ne hanno ormai fatto un vanto, ancora più forte se consideriamo che altre due atlete legate alle nostra provincia, le pallavoliste Jovana Stevanovic per la Serbia e Carli Lloyd per gli Stati Uniti, saranno a Rio dopo la grande stagione con la Pomì Casalmaggiore.

Una storia, quella della provincia cremonese ai Giochi, legata soprattutto al canottaggio, che ha portato, guarda caso sempre da Casalmaggiore, il primo oro olimpico con Gianluca Farina a Seoul 1988, e nel complesso sei medaglie su nove totali: il bronzo di Farina a Barcellona 1992, quello di Nicola Sartori a Sidney 2000, l’oro di Simone Raineri sempre in Australia e il successivo argento a Pechino 2008, senza scordare Bruno Boni, in coppia con Felice Fanetti, primo alloro dell’armo cremonese, col bronzo a Londra 1948. A questi vanno aggiunti l’argento di Fabrizio Della Fiori per il basket a Mosca 1980 e il bronzo di Marco Villa nel ciclismo a Sidney 2000, l’edizione più prolifica per i nostri colori. Ma la storia olimpica è passata anche da successi mancati, come quelli di Oreste Perri, otto Olimpiadi per lui da atleta e poi da commissario tecnico azzurro, fortissimo nella canoa sulle lunghe distanze, ma purtroppo sempre battuto sul chilometraggio più breve imposto dal programma a Cinque Cerchi. E ancora, per citare alcuni nomi, come scordare le Olimpiadi di Cesare Beltrami e Cesare Ziglioli, impegnati rispettivamente in due e tre edizioni, e Luciana Guindani nel 1960 a Roma, sempre tra canottaggio e canoa?

Tornando all’attualità e a Fausto Desalu, la sua partecipazione sarà per certi versi un’eccezione: da decenni infatti, dai tempi di Mario Fraschini a Roma 1960 (staffetta 4×100), un velocista non partiva dalla nostra provincia per tentare la scalata olimpica. Eppure fu proprio uno sprinter, a Los Angeles 1932, Edgardo Toetti da Crema a portare la prima medaglia olimpica, sempre in una 4×100 in quel caso di bronzo, in provincia di Cremona. Tutto ruota, tutto torna: ed è questo il vero senso della fiamma olimpica, che arde sempre ma dal 1896 mai si consuma.

Giovanni Gardani

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