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Case Popolari, da lunedì
bando. Salvatore: "Sguardo
a nuove esigenze abitative"

"Situazione critica per tante ragioni. E' emersa con forza sempre maggiore la richiesta di alloggi da parte di persone sole ed anziane, oltre a nuclei monogenitoriali con figli minori. I separati sono sempre di più"
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Nella Foto: l'Assessore Salvatore e le case popolari di via Carducci

CASALMAGGIORE – Lunedì si riparte con le domande per l’assegnazione delle case popolari. Partiamo da qui, dalla buona notizia per una graduatoria di assegnazione ferma dal 2013. Ma partiamo soprattutto dai numeri. Nel 2013 erano state 120 le domande raccolte, delle quali 14 di cittadini residenti in altri comuni. Da allora sono stati assegnati 31 alloggi, 25 di proprietà Aler (ex Iacp) e 8 di proprietà comunale a fronte di un ‘patrimonio’ abitativo di 301 case per l’Aler e 80 per il Comune. 18 alloggi sono stati assegnati a cittadini italiani e 15 a cittadini stranieri.

Il nuovo Bando Erp è stato presentato questa mattina dall’assessore ai Servizi Sociali Gianfranco Salvatore e dalla segretaria Comunale Francesca Di Nardo. “L’emergenza abitativa – ha spiegato l’assessore Salvatore – è in progressivo aumento e, collegata ad una carenza ormai cronica di posti di lavoro, rende la situazione sociale estremamente critica. L’amministrazione Comunale ha messo in atto ogni possibile strumento per intervenire in modo sostenibile nel tempo”.

Un altro dato importante reso noto da Salvatore è stato quello relativo alla situazione debitoria: “Nel 2014 erano 122 mila euro le insolvenze, a fine 2015 sono diventati 96 mila euro, con un recupero di 26 mila euro pari al 21%. Si è agito valutando situazione per situazione, cercando di approfondire i motivi delle insolvenze, chiamando ogni singola persona e cercando di trovare il modo di risolvere i problemi. C’era chi magari aveva perso il lavoro, chi faceva più fatica. Abbiamo cercato di comprendere le esigenze di ognuno senza però lasciare spazio ai furbetti. Due gli sfratti eseguiti ad inizio luglio di persone che non hanno mai neppure risposto ai solleciti, altre situazioni sono in fase di valutazione. Altro dato preoccupante, che fa capire che il disagio abitativo, è quello sulle domande di sostegno affitto. Nel 2015 sono state 121 quelle presentate. E’ stato fatto un intenso lavoro di approfondimento delle situazioni per cercare soluzioni rispettose delle persone e dei nuclei familiari, senza perdere di vista la sostenibilità dell’insieme. Questo lavoro prosegue. Non va poi dimenticato il gravoso lavoro di accompagnamento che i servizi sociali svolgono a favore di numerose situazioni multiproblematiche che sommano la fragilità economica ed abitativa al disagio psichico o relazionale. Altrettanto impegnativa è la gestione quotidiana delle situazioni contabili la quale, grazie all’attenzione dell’ufficio amministrativo, ci consente un monitoraggio costante”.

Cambiano i tempi e cambiano pure le esigenze: “E’ emersa con forza sempre maggiore la richiesta di alloggi da parte di persone sole ed anziane, oltre a nuclei monogenitoriali con figli minori. I separati sono sempre di più”. Per cercare, secondo la normativa regionale che attende ancora un regolamento attuativo (se ne parlerà probabilmente con l’inizio del 2017), di far fronte alle nuove problematiche, si sono studiate percentuali idonee per l’assegnazione: “Tenendo conto che le variabili per l’assegnazione degli alloggi sono più d’una. Comunque – ha proseguito l’assessore – Alle nuove problematiche abbiamo voluto dare un forte segnale d’attenzione, riservando il 12% delle assegnazioni a persone sole e anziane, e il 15% a nuclei monogenitoriali con figli minori”.

Un lavoro, come spiegato dalla dottoressa Di Nardo, fatto: “Non a sentimento, ma raccogliendo i dati sul fabbisogno abitativo, con la raccolta di tutta una serie di informazioni che ci consentono di avere una fotografia della situazione e, in base a questa fotografia, stabilire poi nell’ambito della legge, le opportune variabili legate al bando e legarlo alle esigenze reali. Un lavoro che in genere viene fatto dai comuni con popolazione superiore ai 20 mila abitanti, ma che è stato utile fare pure qui”.

Peraltro tra le novità della legge regionale quella del concetto del mix abitativo: “Regione Lombardia – ha proseguito Salvatore – ha appena licenziato una nuova legge sull’edilizia abitativa pubblica che rappresenta una novità assoluta e che introduce il concetto di mix abitativo. Non più quartieri ghetto con le conseguenze che abbiamo davanti agli occhi ma integrazione tra nuclei familiari diversi, per garantire una civile convivenza. In attesa dei regolamenti attuativi abbiamo ritenuto urgente dare risposte alle molte domande che giungono da parte dei cittadini”.

Il bando è stato aperto in anticipo (c’è la legge, ma non i regolamenti attuativi), per cui le graduatorie potrebbero essere riviste appena l’iter normativo sarà giunto a pieno compimento. Intanto però da lunedì sarà possibile fare domanda, con la novità che sarà possibile farla presso i CAF. Il CAF Acli, piazza Garibaldi 54, Galleria Gorni; il CAF Confartigianato, via Achille Grandi 28 e il CAF Oglio Po in via Del Lino.

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