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Rivarolo, minoranza vs Galli:
"Spieghi centrale e Palazzo del
Bue. E abbiamo 5 domande"

Il comunicato si chiude con cinque richieste. La prima è la più pesante: “Signor sindaco, perché oltre alle spese di Palazzo del Bue, non presenta una faticosissima lettera di dimissioni? Vedrà che la cittadinanza le sarà riconoscente!".
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Nella foto la piazza di Rivarolo Mantovano

RIVAROLO MANTOVANO – Nuova replica della minoranza consiliare di Rivarolo Mantovano alle ultime dichiarazioni del sindaco in un clima politico oramai infuocato. “Ancora una volta il sindaco Galli dimostra di non sapere quello che accade in municipio – spiega il comunicato, – visto che anche stavolta dobbiamo smentir quanto lui dichiara in merito alla centrale. Vero è che l’iter amministrativo è iniziato durante l’Amministrazione Cerasale, infatti la prima Conferenza dei Servizi si è tenuta in data 11 aprile 2014, tuttavia di prassi la prima è riassuntiva ed integrativa, infatti la Provincia aveva chiesto di ripresentare l’autorizzazione AUA corretta e il relativo permesso di costruire del Comune in quanto non ancora rilasciato. Quindi di fatto l’iter autorizzativo della centrale è iniziato con la seconda, terza e quarta Conferenza dei Servizi, avvenute tutte quando Galli era già sindaco. Inoltre dagli atti emergono tempi di accensione ben diversi da quelli comunicati da Galli. Perché non ha detto nulla in queste sedute? Ma soprattutto come fa a non sapere ciò? Forse perché né il Sindaco, né l’assessore esterno si sono mai presentati a nessuna Conferenza dei Servizi? Forse perché non avevano nessun interesse a presentarsi?”.

“Potevano almeno informarsi su cosa sia una Conferenza dei Servizi – proseguono le minoranze – e cosa avrebbe autorizzato con il suo tacito assenso. Alle conferenze si è presentato per il Comune solamente il tecnico comunale, ma la presenza politica ci sembrava dovuta, vista la guerra mediatica fatta con le 600 firme. Se avesse partecipato almeno ad una Conferenza dei Servizi, avrebbe potuto proporre metodologie per produrre energia pulita ad impatto zero: perché non l’ha fatto? Perché in entrambi i casi sempre legno si brucia, che sia pellet o che sia legno vergine non trattato, detto “cippato”, simile a quello che si brucia nel camino”.

Il comunicato poi prova ad andare più a fondo. “La cosa più grave, a nostro avviso, è aver messo i nomi e cognomi di chi ha fatto l’investimento, come si volessero colpevolizzare. Questo è stato fatto forse per nascondere questioni più scottanti? Ma Galli ed i suoi, prima di scrivere, non potevano pensare alla riservatezza dei propri cittadini? Ora ci domandiamo, visto che la riservatezza sembra non esistere per Galli, perché non fa i nomi di chi ha la lavorato a Palazzo del Bue senza presentare nessun preventivo e senza alcun raffronto con i preventivi di altri soggetti? Perché non ha fatto nessun raffronto come impone la legge e per la sua tanto acclamata “trasparenza”? Perché Galli non racconta la burlesca storia del server di Palazzo del Bue, installato da non si sa chi… o forse si sa… e poi rimosso in fretta e furia perché molto più costoso rispetto all’offerta sul Mepa? Non è anche questa trasparenza?”

Il tema insomma per la minoranze all’interno dello stesso comunicato è diventato nel mentre Palazzo del Bue. “Ancora oggi nessuno ha capito bene a cosa serva, visto che di mese in mese cambia assegnazione, portandola ad occorrenza a destra e sinistra per giustificarne inutili spese. Vedendo su Facebook le persone che ci lavorano, con che diritto alcuni, soprattutto vicinissimi alla Giunta Comunale, utilizzano le apparecchiature di proprietà del Comune, quindi pagate dalla collettività, visto che non risultano le domande per potervi accedere e le relative autorizzazioni? Il regolamento per l’utilizzo dov’è? Perché accedono persone non autorizzate? Per trasparenza e correttezza nei confronti dei cittadini, perché Galli non illustra tramite stampa i veri costi di Palazzo del Bue con indicato a fianco i nomi di chi ha eseguito i lavori con le relative spese? Così potremmo confrontarli con tutte le copie dei documenti presenti in Comune a noi consegnate”.

Il comunicato si chiude con cinque richieste. “Signor sindaco, perché oltre alle spese di Palazzo del Bue, non presenta una faticosissima lettera di dimissioni? Vedrà che la cittadinanza le sarà riconoscente! Perché non ha risposto sulla questione pregiudiziale presentata da Paroli? Forse ha letto cosa riporta realmente il verbale? Non è che la storia della centrale sia un pretesto per distogliere lo sguardo dalla richiesta di referendum contro l’uscita da Unione Foedus da noi presentata? Perché cambiare lo statuto completamente, quando si potrebbe in pochissimo tempo approvare il regolamento che disciplina esclusivamente il referendum e poi eventualmente con tutta calma modificare la parte di statuto obsoleta? Non è che si vuole evitare proprio il referendum perché scomodo per Galli e le sue scelte non condivise con i cittadini? Se così non fosse, perché non dice ai cittadini quanto tempo ci vorrà affinché possano esercitare un diritto previsto dallo statuto?”.

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