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Casalmaggiore coesa, solidale
e sostenibile 2.0”: il progetto
di cambiamento della città

Leoni: "Si parte da via Baldesio, che ha già portato avanti con coerenza, motivazioni una scelta che abbiamo apprezzato. Per questo lo abbiamo candidato al finanziamento del Bando Emblematici Provinciali, abbiamo tutte le carte in regola"
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Nella foto: la conferenza stampa di questa mattina

CASALMAGGIORE – Sensibilizzare la cittadinanza rispetto alle tematiche che riguardano: l’ecologia e il consumo critico, implementare il senso di appartenenza alla comunità e al territorio; diffondere il Bene Comune, come nuovo modello culturale, valorizzare le buone pratiche già esistenti sul territorio e proporne di nuove;  ritessere un tessuto sociale basato sulle relazioni, sulla condivisione dei saperi, sullo scambio tra le generazioni e sulla solidarietà; migliorare la sicurezza stradale per ciclisti, pedoni ed abitanti fronte strada vista la velocità elevata con cui automobilisti e motociclisti percorrono la via; migliorare la qualità dell’aria dovuto al passaggio dei veicoli a velocità ridotta; migliorare il decoro urbano per far tornare una via del centro come un luogo di aggregazione; dare vita ad un nuovo modello di gestione della cosa pubblica con cui rendere i cittadini sempre più protagonisti del territorio e attori del benessere della comunità; contrastare i fenomeni di degrado economico e sociale reintroducendo un mix sociale e funzionale; aumentare la coesione sociale incentivando eventi ed occasioni di incontro per la popolazione residente; promozione di attività socio-culturali; recuperare il patrimonio di conoscenze e competenze legate alle attività locali; aumentare il senso di appartenenza degli abitanti incentivando attività di autopromozione e autogestione degli spazi pubblici; promuovere nuove attività culturali per i giovani e per gli anziani. Sembra la descrizione del paradiso dei giusti, è solo l’elenco ambizioso degli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere. Ma volare alto è quasi sempre un pregio. Una comunità che partecipa e progetta, vive e s’interroga sul futuro. Ma pure una comunità che parte dal mondo dell’associazionismo, da quello attivo che propone, crea e sperimenta. E migliora la realtà che vive. E poco importa – in fondo – del percorso impervio per arrivare alle cose se poi alla fine ci si arriva.

E’ stato presentato questa mattina, in Sala Giunta, alla presenza del sindaco Filippo Bongiovanni, del vice sindaco Giovanni Leoni, della responsabile dell’Ufficio Bandi Lara Cavalli, del coordinatore del Comitato Slow Town Giancarlo Simoni e di Gabriella Carinelli, rappresentante della rete dei negozi amici (assenti per motivi lavorativi Damiano Chiarini, responsabile di Persona Ambiente e patner e Abele Zani del gruppo Il Torrione), il progetto “Casalmaggiore: comunità coesa, solidale e sostenibile 2.0”. Il progetto si propone l’ambizioso obiettivo di definire una strategia di sviluppo per il Comune di Casalmaggiore, ponendo al centro il territorio e la comunità in un processo di valorizzazione dell’identità locale. Prevede la messa in campo di un processo per coinvolgere cittadini, terzo settore, attività economiche ed amministratori pubblici in un dialogo costruttivo volto alla definizione di un modello di sviluppo per il territorio e di una serie di attività che, nel breve, medio e lungo periodo, possa portare al raggiungimento di un obiettivo comune.

“Una sfida che cittadini, terzo settore ed amministratori pubblici sono chiamati a cogliere per dare una risposta unitaria e coordinata alle difficoltà attuali, per creare opportunità e un futuro per il territorio. Prendendo esempio dalle ormai numerose esperienze di sviluppo di coesione sociale e comunità sostenibili a livello nazionale ed internazionale, il progetto vuole creare nuove occasioni di coesione che contribuiscano a riannodare i fili del rapporto cittadini-ambiente sociale. Allo stesso tempo si vuole favorire il controllo sociale “dal basso” degli spazi cittadini tramite iniziative capaci di riportare la gente nelle strade riacquistandone il pieno utilizzo”.

Il Percorso di formazione partirà dal lancio di una call per l’attivazione di giovani facilitatori di comunità e dalla formazione su partecipazione e gestione collaborativa dei beni comuni. Dopodiché gli esperti passeranno all’ascolto e all’animazione dei giovani del territorio, dei cittadini, delle attività economiche e delle reti sociali esistenti, alla mappatura partecipata del bene comune individuato, alla costituzione di laboratori per la riqualificazione del bene stesso. Questo percorso permetterà all’Amministrazione Comunale di riproporre, nei prossimi anni, la stessa esperienza in altre zone, utilizzando, a quel punto, competenze acquisite attraverso la presente esperienza. Al termine delle attività partecipate ed alla luce delle indicazioni raccolte sarà redatta una specifica call per la presentazione di idee e progetti di co-progettazione e riqualificazione di altre zone comunali. I progetti presentati saranno poi sottoposti a una votazione online aperta all’intera comunità ed ospitata su una piattaforma. Alla proposta risultata vincente sarà riconosciuto un premio.

Per la seconda parte invece saranno messe in campo iniziative volte a diffondere ed incrementare la cultura della partecipazione, estendendo la partecipazione alla società civile e non solo agli addetti ai lavori e promuovendo non solo a livello istituzionale ma soprattutto verso la cittadinanza la partecipazione con l’ausilio di processi e strumenti di carattere innovativo. Si tratta di laboratori, eventi, convegni in cui saranno adottate tutte le tecniche e metodologie per organizzare e gestire il processo partecipativo, per dare agli abitanti modo di collaborare al progetto condiviso di una parte di cittá. Il metodo dell’ascolto degli abitanti, finalizzato alla raccolta di informazioni e di sensibilità del territorio, arricchirà di maggiore qualità il progetto, facendo tesoro della fantasia dei partecipanti, ed amplierà la capacità percettiva dei fabbisogni dei cittadini. Gli incontri e le interviste condotte dai facilitatori, appositamente formati, nell’area coinvolta dal progetto permetteranno di avviare una prima mappatura dei beni comuni (Parchi, strade, stazioni, ecc…) del territorio su cui potrebbe essere possibile avviare un’esperienza di progettazione condivisa per la loro valorizzazione a beneficio della comunità. Sulla base di quanto emerso da questo lavoro si terranno dei veri e propri laboratori di co-progettazione sui beni comuni individuati o in via di individuazione con la presenza di esperti e di supporto di facilitatori locali che saranno aperti a tutti coloro che vorranno partecipare: testimoni privilegiati saranno i cittadini, le associazioni, le imprese e l’Amministrazione. Questi laboratori saranno il momento centrale del “Processo di partecipazione civica sul territorio di Casalmaggiore”, perché avvieranno i “cantieri di progettazione” che porteranno a pianificare nel dettaglio, e poi a realizzare attraverso altre opportunità di finanziamento, i progetti scelti, nonché il punto di partenza di un percorso che proseguirà. A curare questa parte il gruppo Persona Ambiente.

Il Comune si impegna all’organizzazione di eventi basati sui giochi della tradizione popolare. Ogni animazione sarà organizzata in base allo spazio e al tempo a disposizione, il numero e la tipologia dei giochi allestiti varierà a seconda dell’età e del numero dei partecipanti in modo da poter coinvolgere attivamente tutti i presenti. La finalità è la riscoperta del piacere del gioco di gruppo, l’utilizzo delle capacità sensopercettive e la conoscenza di una tradizione ludica che sta scomparendo. Infine, ed in contemporanea si avvierà la prima trance della rigenerazione urbana “A partire da quella via – ha spiegato il vice sindaco Giovanni Leoni – che ha già vissuto la fase delle esperienze e della sperimentazione dal basso e per la quale esiste già un progetto preliminare in cui l’Amministrazione crede molto. E non lo facciamo per Giancarlo Simoni, per slow town ma perché ci crediamo. Oggi si parte da via Baldesio, che ha già portato avanti con coerenza, motivazioni una scelta che abbiamo apprezzato. Per questo lo abbiamo candidato al finanziamento del Bando Emblematici Provinciali, crediamo di avere tutte le carte in regola”. Un bando di Fondazione Cariplo che prevede un finanziamento del 50% per progetti “In grado di produrre – si legge nel bando – un impatto significativo sulla qualità della vita di una comunità e sulla promozione dello sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio di riferimento”. Carte dunque assolutamente in regola per un progetto, quello legato allo slow town, alla mobilità dolce, alla tangenziale dei bambini col metrominuto e metrobottega, ai percorsi sicuri casa scuola che da qualche giorno è pure diventato un progetto scelto dalla Comunità Europea per i tecnici della mobilità di tutta Europa.

“Il progetto – ha spiegato Lara Cavalli – bene si inserisce nelle finalità del bando. Rigenerazione urbana, riuso dei beni comuni, via Baldesio era già alla fase 1.0, per questo si è partiti da lì, e devo ringraziare anche il coordinatore di Slow Town per la collaborazione attiva. Ma è importante rimarcare anche l’introduzione dei facilitatori di comunità, puntando sui giovani che saranno remunerati per il loro lavoro atto alla valorizzazione della socialità”. “Partiamo adesso – ha spiegato ancora Leoni – in un momento difficile. Da 10 anni a questa parte la situazione è andata sempre peggiorando. Non solo Casalmaggiore, ma tutti i comuni han visto ridursi la possibilità di dare mano ad opere pubbliche. C’è una forte motivazione, ed approfittiamo del treno legato a questo bando”.

Il progetto di rigenerazione urbana di via Baldesio partirà dal preliminare di Matteo Dondé. Le novità riguardano soprattutto il parco di via Italia. “Nel 2015 in via Baldesio – si legge nel progetto – è stata installata, a cura del Comitato Slow Town, una postazione di bookcrossing per Bambini e l’idea è quella di creare una biblioteca diffusa in tutte le vie e nei parchi della città. Il parco di via Italia per la sua posizione strategica, vicino al fiume e all’argine, diventerà un primo punto di “Biblioteca all’aperto” che incentivi lo scambio di libri fra i giovani, le famiglie e le scuole in collaborazione anche con la biblioteca comunale. A questa biblioteca a cielo aperto si aggiungerà una zona di giochi antichi, già utilizzati e noleggiati in alcune manifestazioni, che potrebbero sostituirsi insieme ai libri come svago per i più piccoli sempre più coinvolti in giochi elettronici molto spesso diseducativi e che non alimentano le capacità manuali delle nuove generazioni”. 216 mila euro per tutto, la metà arriverà dal bando (i risultati si sapranno ad inizio autunno), una parte dai patners che collaboreranno. Patners che sono Persona Ambiente, i 105 negozi della rete dei negozi amici (nel progetto si parla anche del Centro Commerciale diffuso), Comitato Slow Town, gruppo Il Torrione ed altri che, in fase realizzativa, potranno aggiungersi per strada.

La strada, si riparte da lì e dai rapporti umani. “Via Baldesio – ha chiarito Simoni – ma non solo. Perché in questi anni abbiamo lavorato, e cercato di lavorare, per tutta la città. La tangenziale, i percorsi sicuri casa scuola, le battaglie sulla sicurezza stradale riguardano tutti. Questo è il primo passo. Tutti sono partiti da un luogo, da un punto. I commercianti lo hanno capito. Ci sono altri bandi ed altre possibilità di accedere a finanziamenti con progetti di rigenerazione urbana, sicurezza, socialità”. Ci si arriverà un giorno. Intanto si parte e l’inizio sembra già un’ottima notizia.

Nazzareno Condina

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