Commenta

Questuante (finta?) in azione
a San Martino: "Dove non c'era
nessuno, provava a entrare"

“Uno dei nostri assistenti civici - racconta Renoldi - ha tenuto d’occhio di movimenti della signora e nel mentre ha avvisato i carabinieri che sono intervenuti subito: le hanno preso i documenti, identificandola. Non avendola colta in flagranza di reato, non hanno potuto fare altro".
carabinieri-ev

SAN MARTINO DALL’ARGINE – Un buon esempio di collaborazione: tra cittadini, che mediante l’utilizzo di Facebook, sistema ormai immediato di comunicazione col mondo, hanno dato l’allarme, e forze dell’ordine. Passando però anche e soprattutto dagli assistenti civici, novità istituita da qualche mese e che il comune di San Martino dall’Argine ha voluto ringraziare.

E’ stata così identificata una donna di etnia rom che stava chiedendo l’elemosina in via 8 marzo, proprio in comune di San Martino. Sin qui nulla di male: il punto è che questa signora era già stata vista sia nel paese mantovano in questione che in quelli limitrofi. “Usa sempre la stessa tecnica – ha precisato il sindaco Alessio Renoldi – . Chiede l’elemosina, o forse finge di farlo, suonando i campanelli delle case. Se qualcuno risponde, chiede l’obolo, se non si trova nessuno prova a forzare l’ingresso e cerca di entrare: vi lascio immaginare i suoi intenti”.

Notata da diverse persone anche in passato, la donna è stata vista lunedì mattina mentre faceva passare una ad una tutte le abitazioni, e i campanelli, di via 8 marzo. “Uno dei nostri assistenti civici – racconta Renoldi – ha tenuto d’occhio i movimenti della signora e nel mentre ha avvisato i carabinieri che sono intervenuti subito: le hanno preso i documenti, identificandola. Non avendola colta in flagranza di reato, non hanno potuto fare altro, ma quanto meno abbiamo prevenuto probabili sorprese”.

La stessa donna, peraltro, in passato era sempre stata caricata da un’Audi che la portava poi in altri paesi limitrofi, dato che questi episodi non si sono verificati, come detto, soltanto a San Martino. “Quando vede che è nel mirino, probabilmente, va da qualche altra parte” ipotizza Renoldi. Come è stato spiegato dal primo cittadino, non si esclude che ad agire sia una banda organizzata, che smista queste finte questuanti sul territorio dei comuni mantovani del comprensorio (e non solo), attendendo poi da loro un segnale per colpire nelle abitazioni disabitate o al momento vuote, o accontentandosi di mettere insieme l’elemosina racimolata.

Giovanni Gardani

© Riproduzione riservata
Commenti