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Viadana, dimensionamento
e prime voci: è in arrivo
una nuova scuola privata?

Le minoranze hanno sollevato l'eventualità, giudicando poco opportuno che non si desse ascolto alle famiglie contrarie all'accorpamento e alla fusione per i disagi che questo avrebbe procurato a studenti e docenti, per andare poi incontro ad imprenditori concedendosi alle loro mire espansionistiche.
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VIADANA – Sono diversi gli spunti usciti dall’ultimo Consiglio comunale di Viadana pur insolitamente breve. Un’assemblea che ha fatto uscire una considerazione popolare spesso azzeccata, ossia che a pensare male, a volte si indovina. Un vecchio detto popolare, che a Viadana ha già avuto modo in passato di confermare la sua attendibilità.

Lunedì sera in pieno svolgimento del Consiglio comunale viadanese all’improvviso un intervento ha scosso l’auditorio, concentrando l’attenzione sul consigliere del Pd Nicola Federici, che così si era espresso: “La voce che gira è quella relativa ad un Istituto privato in arrivo a Viadana. Una scuola d’elite riservata a famiglie economicamente di livello superiore”. Federici non ha collegato direttamente questa ipotesi con il progetto del dimensionamento degli attuali istituti Parazzi e Vanoni, procedendo ad una loro fusione come pochi istanti prima la maggioranza aveva approvato con dieci voti contro sei contrari. Ma evidentemente il suo pensiero aveva fatto questa considerazione, che poi in sintesi è stata avanzata anche da Alessandro Teveri del Movimento 5 Stelle, giudicando poco opportuno che non si desse ascolto alle famiglie contrarie all’accorpamento e alla fusione per i disagi che questo avrebbe procurato a studenti e docenti, per andare poi incontro ad imprenditori concedendosi alle loro mire espansionistiche. Un po’ quello che sta succedendo nel settore sanitario dove i tagli e l’indebolimento degli ospedali pubblici sta favorendo sempre più l’avvento di strutture private.

Un altro argomento che ha sollevato forti perplessità è stato quello degli alloggi popolari da assegnare ad anziani, il cui Isee non fosse superiore ai 40mila euro annui. La minoranza ha rilevato come quello fosse un reddito da ricchi facendo venire meno la funzione sociale dell’iniziativa. Silvio Perteghella ha insistito più di ogni altro per modificare questo limite, abbassandolo a situazioni patrimoniali idonee alla popolazione di Viadana, perché in caso contrario si rischiava di concedere case ad anziani ricchi anziché alle fasce deboli. Nella richiesta ha coinvolto pure il segretario comunale il quale, ribattendo a Perteghella in maniera piccata, ha spiegato che quella era una indicazione regionale non modificabile. Più conciliante l’assessore ai Servizi sociali Alessia Minotti, la quale ha risposto che se ne poteva ancora parlare.

Rosario Pisani

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