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Migranti, alcuni comuni
"scoppiano", altri sono vuoti:
la situazione nell'Oglio Po

D’altra parte, ci sono enormi differenze in tutta Italia. Secondo i dati del Viminale, riportati da La Stampa, su 8000 Comuni italiani, solo 2026 si sono visti attribuire migranti, uno su quattro. Per questo buona parte dei comuni che accolgono sono oltre la loro capacità.
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La città di Cremona, con i suoi 437 richiedenti asilo contabilizzati dal Ministero dell’Interno, avrebbe un’eccedenza di profughi del 143%, rispetto a quanto prevede il piano del ministro Alfano per una più equa distribuzione dei migranti sul territorio italiano: tra i due e i tre, ogni mille abitanti. Lo rivela un articolo del quotidiano ‘La Stampa’ che fornisce lo stato dell’arte di ciascun comune. Fotografando la situazione attuale (al 20 luglio 2016) la città di Cremona supera abbondantemente la quota prevista dal ‘piano’ e si colloca tra le città da bollino rosso, abbondantemente sopra le previsioni del piano, annunciato dopo l’ultima ondata di proteste da parte di molti sindaci.

Interessante è anche la situazione su tutto il territorio, però. In provincia, si trovano nella stessa condizione di ‘eccedenza’ alcuni piccoli comuni che avendo poche centinaia di abitanti, sentono pesantemente l’incidenza dei nuovi arrivi: come Rivarolo del Re, 13 rifugiati presenti, che rappresentano il 161% in più del previsto; Scandolara Ravara (98% in più, con 7 rifugiati); San Daniele Po (102%, 7 persone); Pessina (458%, 9 persone); Paderno Ponchielli (234%, 12 persone); Casalbuttano (269%, 36 persone); Cappella Cantone (319%, 6 persone); Capralba (340%; 26 persone); Salvirola (555%, 19 persone). Tanti comuni, insomma, sono Casalaschi, e in particolare va segnalata la situazione record (provinciale, e forse anche italiano) di Tornata, che ospita 23 migranti, facendo segnare un clamoroso 1954% in più rispetto al dovuto. Senza dimenticare Casteldidone con 6 persone (310% in più) e Drizzona con 4 persone (184% in più).

Molto evidente la differenza tra i due centri maggiori, Cremona e Crema: qui sono dislocati 98 richiedenti asilo, solo il 14% in più di quanto prevederebbero le nuove quote; mentre Casalmaggiore, con 3 persone ospitate è abbondantemente sotto (-93%), mentre col segno “meno” si segnala anche Piadena (7 persone, -22%), ma in questo caso occorre anche registrare le novità degli ultimi giorni, che sicuramente riporteranno “in attivo” il comune amministrato da Ivana Cavazzini. Gli altri comuni Casalaschi non indicati hanno quota zero di migranti ospitati sul proprio suolo.

D’altra parte, ci sono enormi differenze in tutta Italia. Secondo i dati del Viminale, riportati da La Stampa, su 8000 Comuni italiani, solo 2026 si sono visti attribuire migranti, uno su quattro. Per questo buona parte dei comuni che accolgono sono oltre la loro capacità. Cinque regioni non sono al completo (Lazio, Molise, Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta), mentre ci sono regioni come la Basilicata dove l’accoglienza ha superato del 13,4% i posti disponibili. Si tratta quindi di una distribuzione molto squilibrata, nella quale ben 1170 comuni su 2026 attualmente superano l’obiettivo previsto, e Cremona è tra questi.

Uno sguardo va dato anche alla provincia di Mantova, almeno per quel che concerne l’Oglio Po: in questo caso soltanto tre comuni ospitano, ad oggi, migranti: ma se Marcaria è sotto quota (3 persone, -22%), Bozzolo ha un +43.4% caratterizzato dai 15 ospiti attuali (semaforo giallo), mentre sembra scoppiare (semaforo rosso) il comune di Rivarolo Mantovano, con 22 ospiti e un importante +241.6%. Come detto, tutti gli altri comuni dell’Oglio Po virgiliano sono al momento a quota zero.

Di seguito ecco le due cartine provinciali di Cremona e Mantova:

La cartina di Cremona fornita dalla stampa

La cartina di Cremona fornita da La Stampa

La cartina di Mantova fornita da La Stampa

La cartina di Mantova fornita da La Stampa

Giuliana Biagi

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