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Una mostra sul Grande
Fiume e le sue terre da
venerdì a Palazzo del Bue

La mostra, immaginata in senso itinerante, esportabile e potenzialmente allestibile in tempi e luoghi diversi, potrà essere affiancata da dibattiti, conferenze, workshop ed iniziative tematiche liberamente aggregabili a seconda dello specifico contesto ambientale nel quale, di volta in volta, sarà organizzata.
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Nella foto uno dei pezzi in esposizione

RIVAROLO MANTOVANO – Il Comune di Rivarolo Mantovano, assessorati alla Cultura ed alla Progettualità, promuove l’iniziativa socio-culturale ed ambientale, titolata “Terre di Po – Testimonianze di un’area vasta”, incentrata sull’allestimento di una mostra documentaria del rapporto identitario storicamente instaurato tra le Comunità locali e il territorio di appartenenza, con l’obiettivo di preservarlo ed incrementarlo. In queste ore la mostra viene costruita dai vari volontari nelle varie stanze tematiche appositamente pensate.

“Al di là della frammentazione imposta dagli ambiti amministrativi di Province e Comuni e ben oltre le specificità socio-culturali locali – spiegano gli organizzatori, tra i quali spiccano Mariella Gorla ed Enrico Guarneri, assessori alla Cultura e alla Progettualità del comune mantovano – il Territorio della Lombardia sud-orientale trova naturalmente nel Fiume, che lo ha generato, la propria Identità storica. Sviluppare questa consapevolezza, attraverso la reciproca conoscenza delle Comunità locali; rafforzare il senso di appartenenza a questa Terra, con l’organizzazione di pubblici dibattiti; promuoverne le peculiarità, valorizzando le specificità storico-ambientali e culturali, sono gli obiettivi ai quali punta l’iniziativa, che muove dalla mostra storico-documentaria denominata “Terre del Po”, promossa da Comune di Rivarolo Mantovano e prevista a Palazzo del BUE dal prossimo 29 luglio e fino al 18 settembre (l’inaugurazione venerdì alle ore 21). La mostra, immaginata in senso itinerante, esportabile e potenzialmente allestibile in tempi e luoghi diversi, potrà essere affiancata da dibattiti, conferenze, workshop ed iniziative tematiche liberamente aggregabili a seconda dello specifico contesto ambientale nel quale, di volta in volta, sarà organizzata”.

Una quarantina i Comuni coinvolti dal Sindaco di Rivarolo Mantovano Massimiliano Galli, che ha interpellato i colleghi chiedendo di aderire mettendo a disposizioni materiali, competenze e conoscenze. Ma la manifestazione d’interesse è stata estesa anche agli Enti pubblici e privati, ai Consorzi, alle Fondazioni ed alle Associazioni del Territorio, che a vario titolo hanno risposto mettendo a disposizione materiali documentari eterogenei, ma significativi. Numerosi anche gli oggetti pervenuti, organizzati, come il resto del materiale, in quattro sezioni tematiche: la Morfologia del Territorio, gli Insediamenti Umani, Usi e Costumi, l’Ambiente, la Flora e la Fauna. Di seguito una rapida descrizione di ciascuna delle quattro sessioni.

La Morfologia del Territorio

Almeno tre millenni di attività umane hanno modellato i caratteri morfologici originari del Territorio, che tuttavia permangono: ampie zone coltivate occupano gli antichi terrazzi fluviali ed i paleoalvei del Po relegando le zone naturalistiche alle aree golenali, più o meno ampie. Proprio l’acqua è l’elemento fondamentale ed unificante del paesaggio. La necessità di regimarla ha portato alla costruzione di numerosi canali di bonifica, che solcano il Territorio fin dal medioevo ed unificano gli insediamenti umani non meno della rete dei percorsi storici: antichi tracciati, alcuni dei quali riconducibili alla centuriazione romana del I secolo a.C., altri alla bonifica benedettina di epoca medievale, su su fino ai più recenti. Tra i più significativi il percorso naturalistico degli Arginelli, gli argini per la difesa idraulica di Sabbioneta, realizzato nella seconda metà del Cinquecento da Vespasiano Gonzaga. Un circuito che si snoda per 18 km ed offre scorci naturalistici di pregio, unitamente a testimonianze di architetture idrauliche storiche e si qualifica quale raro esempio di itinerario didattico, che testimonia la possibile armonia instaurabile tra l’opera dell’uomo e l’ambiente.

Gli Insediamenti umani

In queste terre della Bassa padana l’acqua, che affiora e impregna la “regona”, ha costretto gli uomini sui bordi dei terrazzi fluviali fino alla bonifica benedettina dei secoli avanti il Mille. Nella pianura i numerosi campanili avvertono come il popolamento sia spesso avvenuto per concentramento nei borghi rurali, alcuni dei quali hanno assunto la configurazione urbanistica definitiva solo nel corso del XVI secolo e su impulso delle signorie locali. Tra questi i Gonzaga, che, in molti casi pianificarono l’ampliamento degli abitati di origine romana e medievale ispirandosi a modelli insediativi rinascimentali. Sabbioneta, Bozzolo, Gazzuolo, Castelponzone, San Martino dall’Argine, Pomponesco, Rivarolo, ma anche Guastalla, Ostiglia, Revere, solo per citarne alcuni al qua e al di là del Fiume, spiccano nel panorama urbanistico dei contermini insediamenti di pianura, per la loro struttura urbana, che riflette concezioni spaziali ed estetiche colte, ma funzionali alla vita comunitaria di modesti borghi rurali, quale erano e sono rimasti fino a tempi recenti. Documentarne l’essenza è l’obiettivo della sezione, dedicata agli “insediamenti umani”, prevista all’interno della mostra.

Usi e Costumi

L’area vasta della Lombardia sud-orientale, pur unificata dalla presenza del grande Fiume, è stata ed è caratterizzata da specificità socio-culturali ed economiche che ancora connotano le singole Comunità locali. La sezione “Usi e Costumi”, prende le mosse da questa constatazione e vuole documentare aspetti storici e contemporanei legati alle tradizioni locali: dai mestieri “antichi”, alcuni scomparsi ma presenti nella memoria dei singoli, alle manifestazioni popolari alle feste religiose e civili. I mostra oggetti in uso fino a tempi recenti, come quelli serviti per le bonifiche idrauliche o legati alla produzione delle corde di canapa e foto “di altri tempi” non troppo lontani.

L’Ambiente, la Flora, la Fauna

Il processo di trasformazione del Territorio rurale ha subito, negli ultimi decenni, un’accelerazione vorticosa in nome del profitto economico, che in molti casi ha contraddetto l’identità storica dei luoghi sacrificandone i caratteri insediativi e culturali tradizionali, incluse le specificità naturali e paesaggistiche. Per correggere l’attuale e progressiva deriva ambientale, culturale e sociale la stessa Commissione Europea ha indicato come prioritario il recupero dell’antico legame tra le Comunità rurali ed il Territorio di appartenenza: riconoscere le specificità dei luoghi, valorizzarne i siti e le risorse paesaggistiche, tutelarne la biodiversità e prevenirne l’inquinamento ambientale, sono tra le azione prioritarie da compiersi per migliorare la qualità della vita nelle zone rurali. Documentarne le singolarità e le specificità, per mantenere viva l’identità culturale collettiva, è l’obiettivo che la mostra “Terre di Po” intende perseguire nella sezione dedicata.

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