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Bozzolo, parte la crociata
contro la salamella selvaggia:
"Feste inventate solo per far cassa"

Gli esercenti sono arrabbiati: "Assistiamo ad una esplosione di feste dove la gente va a mangiare e bere lasciando i nostri locali vuoti ad ogni fine settimana. Nulla contro quelle tradizionali, ma non tutte sono così"
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BOZZOLO – Ci sono già state in passato lamentale e proteste ma adesso sembra che la misura sia colma. In molti le chiamano le “Feste inventate” per identificare tutte quelle manifestazioni nei paesi che non hanno una vera connotazione popolare e una tradizione alle spalle. Un gruppo di ristoratori di Bozzolo e dintorni ha deciso di uscire allo scoperto e denunciare quello che secondo loro è un vero e proprio attacco alla loro professione attraverso una concorrenza che più sleale di così è difficile immaginare.

“Assistiamo, ogni anno, ad una esplosione di feste dove la gente va a mangiare e bere lasciando i nostri locali praticamente vuoti ad ogni fine settimana – lamentano in coro i titolari dei locali – Per carità, nulla da eccepire per ricorrenze come quella dell’Avis o la Festa delle Grazie. Oppure la budinata di San Martino, e altri eventi consolidati. Ma ci chiediamo che senso abbia ad esempio la sagra della cozza in un paese della pianura padana oppure la festa del toro allo spiedo o del bigul al torc come messe in piedi recentemente a San Martino, tanto per non andare lontano”.

In effetti che questi eventi siano diventate delle vere e proprie manifestazioni legate al businness lo pensano in molti.”Quegli organizzatori non pagano nulla perché presentano sempre i conti in pareggio. Tot hanno speso e tot incassato, bilancio in pareggio e niente tasse da pagare contrariamente a noi. In più usufruiscono di mogli, parenti e affini inquadrati nella categoria del volontariato. Se aggiungiamo che parecchia materia prima la ricevono in cambio di un po’ di pubblicità sui volantini, si comprende come certe feste siano davvero un business”.

Per completare l’elenco delle lagnanze va aggiunto l’altra novità legata al fatto che da qualche tempo a questa parte molte manifestazioni sono a pagamento con il banchetto davanti all’ingresso che ti costringe a pagare, dai tre ai cinque euro a secondo del tipo di evento. Anche la questione dei controlli da parte delle Asl lascia perplessi i ristoratori che invece sono assoggettati a norme rigidissime.

Proprio nei giorni scorsi la Regione Lombardia ha emanato un regolamento per limitare il caos e la sovraesposizione di queste feste. Per lo svolgimento delle sagre – secondo i nuovi dettami regionali – è previsto che i Comuni predispongano un regolamento sulla base di linee guida fissate e che le manifestazioni siano inserite nel Calendario regionale delle sagre e delle fiere. Saranno sanzionati gli organizzatori di sagre che non siano inserite in tale Calendario. La ‘palla’ ora passa ai Comuni che devono stendere un elenco con le feste autorizzate nel loro territorio.

Dopodiché dall’anno prossimo la sarabanda di porchette, grigliate, fritti misti, gnocco fritto e patatine all’olio di palma dovrebbero subire un drastico taglio.

Rosario Pisani

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Commenti
  • Claudio

    A parte la tematica direi alquanto risibile: come può un ristorante entrare in competizione con una festa di paese in cui si servono, ad esempio, risotti e penne all’arrabbiata in piatti di plastica …
    A parte la sintassi traballante e la proprietà lessicale forzata di questo articolo: “sovraesposizione di feste”? “…regolamento sulla base di linee guida fissate…”. Sì è mai sentito parlare di linee guida mobili?
    Dicevo, a parte quanto sopra, già di per se piuttosto drammatico se l’articolo è di un iscritto all’albo dei giornalisti, si denota la totale mancanza di riferimenti rispetto a chi e quando siano state esposte le lamentele di questi ristoratori. Nessun riferimento significa impossibilità di verifcare le fonti. Che, in altre parole, significa che chi scrive ha solo riportato una chiacchiera senza che questa sia suffragata da alcun elemento concreto.
    Di articoli come questo si fa volentieri a meno.

    • Stefano Sanfelici

      Sono pienamente d’accordo con te.
      Spesso gli articoli pubblicati sono una “sovraesposizione” di parole messe in fila senza contenuti né alcun valore aggiunto con lo scopo di riempire una pagina.

  • canacrepa

    Condivido perfettamente le opinioni dei ristoratori.A loro controlli a tappeto,a questi improvvisati chef non controllano nemmeno le unghie.A conti fatti poi spendi più che in una pizzeria e mangi in piatti di plastica fai ore di coda e vieni azzannato dalle zanzare. Mettete dei vincoli e paletti da rispettare.

  • Stefano Sanfelici

    “Dopodiché dall’anno prossimo la sarabanda di porchette, grigliate, fritti misti, gnocco fritto e patatine all’olio di palma dovrebbero subire un drastico taglio.”

    Fantastica la puntualizzazione sull’olio di palma, mi pare una insinuazione di basso livello a screditare il lavoro di tante persone cavalcando la fobia verso questo prodotto.
    Siete poi certi che i ristoratori della zona siano tutti ligi nell’utilizzo di materie prime nobili e attenti alla salute dei clienti?