Commenta

Casa abbaziale di Santo Stefano,
ripresi i lavori per il recupero
funzionale della struttura

La fase più difficile dal punto di vista edile è stata quella di togliere tutti i pavimenti che puliti e sistemati ritorneranno nella loro collocazione originaria. Ancor più complesso occuparsi degli armadi
lavori-santo-stefano-ev

CASALMAGGIORE – Sono iniziati nei giorni scorsi gli interventi che interessano il Palazzo Abbaziale all’interno della Parrocchia di S.Stefano. Si tratta, ad onor del vero, della continuazione dei lavori promossi nel 2007 dall’allora parroco don Alberto Franzini grazie ad un finanziamento da parte della Fondazione Cariplo di un milione e duecento mila euro di cui questa seconda fase ne ‘consumerà’ circa 350 mila distribuiti su tre appalti distinti. Il primo, cui andranno 198 mila euro, affidato alla ditta P.c.p. costruzioni di Torricella del Pizzo, il secondo di 105 mila euro alla Mazzini serramenti di Cingia de’ Botti per  porte e finestre e 50 mila euro allo Studio Blù di Castelgoffredo (Mn) relativamente ai restauri artistici. Costi a cui si dovra’ aggiungere l’ammontare dell’Iva.

Don Cesare Nisoli attuale parroco del Duomo ha sentito l’esigenza di andare avanti con il consolidamento  autorizzando quindi questo secondo step d’intervento affidati all’ingegner Aldo Gerevini, al geometra Stefano Busi e all’architetto Barbara Concari. Si é iniziato con le prove di tenuta dei solai attraverso tecniche ‘sottovuoto’ che qualche timore hanno suscitato nei residenti attorno alla chiesa per il frastuono impressionante che le operazioni provocavano ritmicamente.

La fase più difficile dal punto di vista edile è stata quella di togliere tutti i pavimenti che puliti e sistemati ritorneranno nella loro collocazione originaria. Ancor più complesso occuparsi degli armadi, i quali, incastrati nel muro non sono stati rimossi per ragioni strutturali costringendo ad una meticolosa e attenta cura ‘sul posto’. A questo punto la fase più delicata ha interessato l’immenso patrimonio culturale della biblioteca da cui gli armadi dovevano essere liberati. Un numero incalcolabile di volumi, libri, documenti e altri cimeli storico artistici affidati alla cura di Ferruccio Martelli, ex assessore alla Cultura e alla responsabile servizi culturali Roberta Ronda, avvalendosi pure della collaborazione di Marzio Zani.

Con immensa pazienza e competenza si è dato il via ad una grande opera di ricatalogazione che, dopo l’attuale provvisoria sistemazione su appositi scaffali, consentirà di far rientrare tutto al posto previsto quando il restauro sarà completato, all’incirca nella primavera dell’anno prossimo così come i tecnici prevedono.

Rosario Pisani

© Riproduzione riservata
Commenti