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Diego Turra, il sovrintendente morto
sabato a Ventimiglia aveva
origini casalasche. Oggi i funerali

Il sovrintendente aveva partecipato insieme ai suoi colleghi ad un'operazione di perlustrazione lungo i binari della ferrovia. Appena terminata aveva accusato un malore. Inutili i soccorsi dei colleghi
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CASALMAGGIORE – Era originario di Casalmaggiore Diego Turra, il sovrintendente di 52 anni morto sabato scorso a Ventimiglia. Anche se poi era cresciuto ad Albenga dove si era trasferito con la famiglia. Un padre poliziotto come lui, morto qualche anno fa ed un fratello perso a soli 39 anni. Da sempre il suo sogno era stato quello di fare il poliziotto, sulle orme del padre. Era in servizio al reparto mobile di Bolzaneto a Genova, da due anni era passato operativo, a stretto contatto con la gente. Faceva parte della squadra che la questura di Imperia aveva inviato al confine per gestire l’emergenza migranti. Diego, i cui funerali si sono celebrati oggi, è morto stroncato da un infarto. Il sovrintendente aveva partecipato insieme ai suoi colleghi ad un’operazione di perlustrazione lungo i binari della ferrovia. Una perlustrazione svolta a ritmo piuttosto sostenuto secondo la ricostruzione dei colleghi. Appena terminata Turra aveva accusato un malore. Inutili i soccorsi immediati dei poliziotti che erano con lui e del 118 che stazionava in zona. A nulla erano valse le operazioni di rianimazione in cui colleghi e sanitari si erano prodigati. Oggi si sono svolti, ad Albenga, i funerali. Al suo fianco, per l’ultimo saluto, la moglie Josefa e le figlie Marianela e Belen oltre ai numerosissimi colleghi che lo hanno ricordato come un uomo buono e disponibile, sempre pronto a dare una mano e a divertirsi in compagnia, appassionato di calcio ed ancor più del suo lavoro, che considerava una missione.

Nazzareno Condina

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