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Via Romani, il porfido
si stacca. "E se va in
testa ad un bambino?"

La manutenzione è sempre stata fatta con pezze, messe qua e là. Pezze che poi in alcuni casi son rimaste tali. Perché sistemare il porfido costa non è una priorità. Non lo era per l'amministrazione precedente, non lo è adesso.
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CASALMAGGIORE – Il porfido senza manutenzione é oggettivamente pericoloso. E in via Romani – come in altre vie della città – il porfido ben sistemato è solo un ricordo lontano. Sfrecciano veloci le auto, in entrambi i sensi di marcia in attesa che il nuovo PUT cambi le regole del gioco. Pur cambiandole però la situazione del fondo stradale resterà la stessa. La manutenzione è sempre stata fatta con pezze, messe qua e là. Pezze che poi in alcuni casi son rimaste tali. Perché sistemare il porfido costa e di certo non è una priorità. Non lo era per l’amministrazione precedente, non lo è adesso. “Via Romani perde i pezzi – lamenta V.S., che lavora nell’unico bar della via che porta alle scuole medie da una parte e all’argine maestro dall’altra – invece di pensare a rifare la viabilità inutile, pensiamo ad aggiustare le strade!”. La titolare della vicina lavanderia lamenta lo stesso problema. Un problema che è pure, e soprattutto, legato all’incolumità di tanti ciclisti e pedoni che ogni giorno la percorrono. I cocci del porfido che finiscono sotto le ruote vengono scagliati anche a metri di distanza. Lamentarsi? Compito inutile, da perditempo: “Già sollecitati almeno tre volte – spiega D.B. – per il momento hanno fatto le foto. Forse per il momento basta? Saltano i pezzi anche sulle vetrine e una sassata mi è arrivata sulla gamba! Non ho parole”. In fondo di parole non ne servono tante. Il porfido, in maniera più evidente in alcuni punti della città, si sta disgregando. E, quando un pezzo salta, senza interventi l’effetto domino è pressoché garantito. Questione di decoro? Certo. Ma pure questione di sicurezza. “Se arrivava in testa ad un bambino?” segnala una sconsolata V.S. Meglio non pensare. Vista la vicinanza – al momento – non resta che affidarsi alla ‘divina’ provvidenza.

Nazzareno Condina

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