Un commento

Furto a Gussola, poi fuga e
la morte. Indagati due
carabinieri: sale l'indignazione

Tutto è avvenuto due sabato fa a Peschiera Borromeo, per la precisione in via XXV Aprile, nella frazione Mezzate. Il pm Bianca Maria Baj Macario ha spiegato che l’iscrizione nel registro degli indagati dei due militari è in realtà un atto dovuto per permettere di fare luce sulla vicenda e per poter poi chiudere il caso.
ladro morto peschiera 1 - frame da corriere tv-2
Foto tratta da Corriere Tv

MILANO/GUSSOLA – Il furto dell’Audi a Gussola, nel Casalasco, è finito su tutti i giornali nelle pagine di cronaca, perché nella fuga uno dei ladri, usando maldestramente una delle armi in suo possesso, si è sparato ed è morto praticamente sul colpo. Ora il controverso episodio è tornato sui giornali nazionali con un approfondimento dedicato dal Corriere della Sera.

A far riflettere, e a suscitare anche una certe indignazione, è il fatto che la Procura di Milano abbia aperto un’inchiesta sui due carabinieri coinvolti nella sparatoria. Come spiega il Corrierone nella ricostruzione dei fatti, il 27enne albanese Tafaj Besnik, che faceva appunto parte della cosiddetta “banda delle Audi” che colpì pure a Gussola, ha sparato ai due militari ad altezza uomo, prima di inciampare e spararsi da solo, uccidendosi. Tutto è avvenuto due sabati fa a Peschiera Borromeo, per la precisione in via XXV Aprile, nella frazione Mezzate, poche ore dopo il colpo messo a segno nel Casalasco, l’ultimo in ordine di tempo. Il pm Bianca Maria Baj Macario ha spiegato che l’iscrizione nel registro degli indagati dei due militari è in realtà un atto dovuto per permettere di fare luce sulla vicenda e per poter poi chiudere il caso.

Tuttavia l’episodio non ha mancato di scuotere le coscienze e di aprire un vero e proprio dibattito anche su Facebook, al solito termometro dell’attualità specie per i fatti di cronaca. Il fuggiasco, colpito anche da una vettura della Polstrada di Brescia durante il tentativo di cattura, ha iniziato a correre a zig zag sparando contro i due carabinieri più vicini a lui nell’inseguimento, che peraltro non hanno nemmeno risposto al fuoco. Probabile che l’inchiesta si concluda con un nulla di fatto, almeno a carico dei due militari, ma è bastata l’iscrizione nel registro degli indagati degli stessi per far montare una certa rabbia.

“Due di quei carabinieri oggi sono sospesi dal servizio e indagati – scrive in particolare la vittima dell’ultimo furto, residente come detto a Gussola – . Per cosa? Per aver fatto il loro dovere? Ricordo che il ladro sparò colpi contro di loro. Io li ringrazio sentitamente. Col cuore. Anche a nome di chi ha sofferto come noi e provato l’umiliazione di essere profanati nella propria casa. Condanno il sistema. Leucemico. Chi medaglia Giuda e affossa Lazzaro”. Tafaj Besnik era stato condannato già a otto anni, avendo diversi precedenti, sempre per furto di auto: nel 2011, come rivela il Corriere, dopo essere stato fermato mentre era al volante di un’altra Audi rubata, aveva aggredito i carabinieri che lo avevano fermato a pugni.

Giovanni Gardani  

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Commenti
  • canacrepa

    Le solite contraddizioni italiane.In America non sarebbe successo nulla. Bravi i nostri Carabinieri. Hanno evitato un processo inutile,che poi avrebbe aiutato chi delinque.Se muore un ladro mille storie,se muore un carabiniere nessuno dice niente