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Feste e sagre, weekend full
e weekend vuoti: non sarebbe
meglio coordinare il tutto?

Come è possibile che non si riesca a dialogare tra organizzatori, che spesso si accusano l’un l’altro di non aver evitato la concomitanza? Non sarebbe logico affidare ad un organismo, facile pensare alla Pro Loco, il compito di redigere un calendario annuale che non penalizzi nessuno?
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Nella foto zucche e Sburla la Roda: a fine agosto feste concomitanti tra frazioni confinanti

CASALMAGGIORE – Stavolta sono solo due, ma è capitato di peggio. Non c’è nulla da fare, a Casalmaggiore non si riesce a realizzare un calendario di eventi e sagre che disciplini l’attività delle diverse associazioni che organizzano sagre soprattutto nella bella stagione.

Il risultato è sotto gli occhi, e le critiche, di tutti, tanto che sta occupando anche spazio sui social. L’ultimo week end di agosto ha visto una raffica di feste, tanto che Quattrocase e Fossacaprara, piccole frazioni molto vicine tra loro, hanno celebrato l’evento più importante dell’anno negli stessi giorni. La gente si è equamente suddivisa facendo sì che entrambe le feste (“Quattrocase e le sue zucche” e “Sagra di Fossa”) risultassero un successo, ma non sarebbe stato meglio non pestarsi i piedi a vicenda? Non bastasse, nello stesso fine settimana c’è stata una manifestazione di Rive Gauche, sempre nel Comune di Casalmaggiore, cui si sono aggiunte, nei comuni limitrofi, nell’arco di massimo 20-30 km, la Festa del Marubino a Casteldidone, il Palio di San Martino dall’Argine, la Festa del Lambrusco a Sabbioneta, la Festa dell’Oratorio a Rivarolo del Re, la Festa dell’Avis a Cogozzo, la Festa degli Uartis a Drizzona, Un Po di Sport a Mezzani e il CantaBozzolo: un vero e proprio record.

Ebbene, sono seguiti due fine settimana, i primi due di settembre, senza appuntamenti, ed ecco arrivare quello corrente, e subito la concomitanza: in città la Festa della Zucca, a Vicomoscano quella dell’uva e del mais, o meglio “dl’üa e dal malgòt”. Addirittura abbiamo assistito a Casalmaggiore a iniziative benefiche diverse e coincidenti nello spazio e nel tempo, con immaginabili conseguenze. Come è possibile che non si riesca a dialogare tra organizzatori, che spesso si accusano l’un l’altro di non aver evitato la concomitanza? Non sarebbe logico affidare ad un organismo, facile pensare alla Pro Loco, il compito di redigere un calendario annuale che non penalizzi nessuno e anzi promuova al meglio e senza concorrenza ciascun evento?

Qualche anno fa il Listone propose in Consiglio comunale che proprio alla Pro Loco si affidasse questo compito, come ricorda il fondatore, Carlo Sante Gardani: «Accadde nel 2005, credo ancora che questo sia un ruolo che compete alla Pro Loco; sarebbe giusto che le feste si facessero solo se autorizzate dopo il vaglio anche sulla data. Da quella proposta nacque una discussione ma di fatto poi non se ne fece niente. La Pro Loco ultimamente si è data da fare con ottimi risultati sul processo di meccanizzazione e su altri fronti, ma non ha trovato la porta aperta per avere questo potere, che ovviamente deve essere concesso dal Comune. Capisco che con così tante frazioni è difficile, ma ormai necessario».

Sono oltre una decina le frazioni, e in tema di sagre si autogestiscono come se si trattasse di piccoli comuni. Proprio per questo servirebbe una regia dall’alto. In realtà servirebbe per tutto il Casalasco e forse anche per l’Oglio Po, ma partire intanto con Casalmaggiore sarebbe buona cosa. In questa direzione d’altra parte sta procedendo anche la Regione Lombardia: il Consiglio Regionale la scorsa primavera ha approvato la nuova legge sul commercio, nella quale si è prevista l’istituzione di un calendario regionale per monitorare le manifestazioni. Ogni Comune è obbligato a stendere un regolamento delle sagre prevedendo sanzioni per quelle svolte al di fuori del calendario regionale. L’obiettivo in realtà era soprattutto quello di contrastare forme sleali di concorrenza, con soggetti che ambiscono ad inserirsi in un mercato attrattivo per realizzare di fatto attività commerciali, come lamentano spesso ristoratori di professione. Ma il calendario realizzerebbe anche l’esigenza esposta sopra.

Sentiamo Cinzia Soldi, presidente della Pro Loco di Casalmaggiore, che illustra una novità alquanto gradita: «Avremo un incontro il prossimo 26 settembre, convocato dall’assessore Salvatore, a cui sono invitate le varie associazioni proprio per porre fine a questa situazione». Probabilmente l’incontro è anche stato fissato alla luce della nuova normativa regionale. «Gli effetti della legge si avranno a partire dal 2017, quindi è necessario che le associazioni contribuiscano a redigere il calendario».

Certo quattro feste in un fine settimana e il deserto in quelle precedenti e successive, così come il doppio appuntamento di questi giorni, considerato il vuoto che seguirà, fa apparire il tutto assurdo. «E pensare che della questione si sapeva già nel dicembre scorso, ma non c’è stato verso di far spostare a qualcuno la data». La speranza è che la legge non obblighi solo le associazioni a comunicare le proprie date, ma consenta al Comune, o alla Pro Loco incaricata, di intervenire per impedire che una situazione tanto ridicola abbia a ripetersi.

Vanni Raineri

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