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Scuola, prosegue il
confronto con i genitori
per la questione pasti

L'invito al dialogo è già stato comunque accolto dalla scuola che sta cercando una quadratura del cerchio confrontandosi su ogni caso e su ogni richiesta che perviene, da parte delle famiglia, alla scuola.
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CASALMAGGIORE – La normativa italiana non prevede alcun limite di presenza per la validazione dell’anno nella scuola primaria. A chiarirlo, rispondendo all’articolo pubblicato ieri relativo alla scuola primaria Marconi, Daniela Pugnoli: “E’ doveroso chiarire che la circolare Miur n .20 del 4 marzo 2011 ha per oggetto: “La validità dell’anno scolastico per la valutazione degli alunni nella Scuola Secondaria di primo e secondo grado – Artt. 2 e 14 DPR 122/2009”. NON Scuola Primaria. Allo stesso tempo il DPR 122/2009 e D.Lgs 54/2009 NON fissano un limite minimo di giorni di lezione nella Scuola Primaria per la validità dell’anno, la normativa italiana NON prevede alcun limite assenza per la Scuola Primaria. Non è previsto dalla normativa il fissare per tale ordine di scuola (PRIMARIA) il limite minimo di presenza per la validazione dell’anno scolastico. Basta leggersi la circolare citata e il Dlgs 54/2009 per vedere che la Scuola Primaria è regolamentata dagli artt.5–6-7-8 del D.Lgs 54/2009 e non dall’art.11 che vale per la Scuola Secondaria! Oppure è sufficiente andare sul sito del MIUR sotto le voci “Istruzione-famiglie-Valutazione” per leggere soprariportato. Il POF della Scuola Primaria NON prevede anch’esso alcun limite assenze e ha sempre consentito l’uscita nel tempo mensa e dopomensa su richiesta motivata e concordata con gli insegnanti. I cambiamenti ai regolamenti e le prese di posizione diverse rispetto al passato necessitano di una comunicazione preventiva alle famiglie che devono essere messe nelle condizioni di operare le scelte in modo consapevole. Ritengo inoltre, a mio parere, proprio in virtù dell’attuale momento e contesto legislativo, che le trattative dovrebbero essere aperte con l’informazione e il dialogo con le famiglie e non con le imposizioni di chi detiene l’autorità e il potere. Il Patto Scuola-Famiglia deve essere improntato sulla preventiva e corretta informazione alle famiglie, oltre che sulla promozione della relazione, del dialogo, del confronto, della collaborazione e del RISPETTO. Il mio auspicio è proprio quest’ultimo: dialogo e condivisione, da parte di tutti gli attori coinvolti, nell’ottica di trovare le giuste soluzioni che rispettino le scelte e i diritti sia della Scuola che delle Famiglie”.

L’invito al dialogo è già stato comunque accolto dalla scuola che sta cercando una quadratura del cerchio confrontandosi su ogni caso e su ogni richiesta che perviene, da parte delle famiglia, alla scuola. Dalla richiesta di non usufruire della mensa scolastica portando il pasto da casa (che la corte d’Appello di Torino ha riconosciuto come diritto delle famiglie e per il quale dunque la scuola è tenuta a cercare una soluzione ‘interna’) a quella di consentire ai bambini di consumare il pasto a casa anche in caso di tempo pieno, con il rientro a scuola alle 14. Al momento, nonostante il clima agitato, non si registrano ‘scontri frontali’ ma una certa disponibilità ad accogliere temporaneamente, seppur nell’attesa di dirimere la questione in maniera più approfondita, le richieste dei genitori.

Nazzareno Condina

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