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Il mercato suinicolo del
nord aperto alla Cina.
Grazie a Gianni Fava

"L’apertura del mercato cinese per la Macroregione del Nord, notificata all’Ambasciata Italiana a Pechino dalle autorità della Repubblica Popolare, è un traguardo significativo, che potrebbe dare stabilità al mercato suinicolo italiano per i prossimi mesi"
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REGGIO EMILIA – Ragionare per macroregioni può dar forza all’expo delle eccellenze italiane. E il mercato suinicolo del nord è un mercato sano i cui prodotti rientrano tra e eccellenze, tra rigorosissimi controlli e qualità. La battaglia dell’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava ha dato i suoi frutti. Una battaglia durata anni ma sfociata finalmente nell’apertura del mercato cinese, un mercato dalle grandissime risorse, alla carne prodotta qui da noi.

“L’apertura del mercato cinese per la Macroregione del Nord, notificata all’Ambasciata Italiana a Pechino dalle autorità della Repubblica Popolare, è un traguardo significativo, che potrebbe dare stabilità al mercato suinicolo italiano per i prossimi mesi. Finalmente ha prevalso il buon senso, in quanto non era possibile che la presenza circoscritta della malattia vescicolare suina in alcune Regioni del Sud continuasse ad essere un vincolo per chi da anni è certificato come indenne”.

A dirlo è Lorenzo Fontanesi, presidente di Unapros, realtà alla quale aderiscono le organizzazioni di produttori Assocom, Opas, Asser, Aps Piemonte e Suinmarche, per una produzione annuale vicina ai 2 milioni di suini, pari a oltre il 20% del totale nazionale.

“Ora occorre velocizzare i tempi perché il nostro Paese chiuda il prima possibile l’accordo con la Cina per ridurre lo svantaggio competitivo rispetto al resto d’Europa che è già presente in questi importanti mercati. Perché si apre un canale commerciale straordinario per la filiera suinicola di Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e le Province Autonome di Trento e Bolzano – afferma Fontanesi-. In questa fase, in cui l’import cinese ha registrato un incremento nei primi sette mesi dell’anno del 106,3% in volume e del 123% a valore, siamo pronti a inserirci con un elevato numero di prodotti, che potrebbero trovare una valorizzazione apprezzabile per gli allevatori. Tanto più che Opas ha già le certificazioni per potersi accreditare anche in Cina, dando lustro al sistema Emilia-Romagna che, a partire dall’assessore regionale, Simona Caselli, crede nella necessità di esportare per dare sostenibilità all’agro-alimentare più importante del Paese”.

Unapros ringrazia l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, che dal 2013 ha sollecitato più volte i ministeri della Salute e delle Politiche agricole per un cambio di approccio nel rapporto con la Cina, finalizzato ad ottenere un accreditamento per l’export su base macroregionale.

redazione@oglioponews.it

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