Un commento

Verso la serata con Amato
e Adinolfi. Polemica sui costi,
ecco cosa dice la delibera

Come la delibera di giunta numero 59 del 2016 chiarisce, il Teatro Comunale ha infatti un costo specifico per ogni serata che qui venga organizzata: secondo i detrattori di Adinolfi e Amato, i due avrebbero goduto di uno sconto, creando così un precedente scomodo.
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CASALMAGGIORE – Ha fatto discutere da subito, sin da quando, nelle scorse settimane, il volto di Mario Adinolfi, uno dei più strenui difensori della famiglia tradizionalmente intesa, ha iniziato a campeggiare lungo la strada Asolana o nei principali punti di pubblicazione manifesti di Casalmaggiore: l’evento in Teatro Comunale del prossimo venerdì non mancherà ovviamente di animare il dibattito, tanto che in questi giorni Casalmaggiore prova già a scaldarsi.

Adinolfi non sarà solo a Casalmaggiore: con lui ci sarà pure Gianfranco Amato, fondatore proprio con Adinolfi del “Popolo della famiglia” e che nella zona comprensoriale è già stato ospite dando luogo ad un acceso incontro tra posizioni divergenti. Era il periodo in cui il ddl Cirinnà sulle Unioni Civili ancora non era stato approvato, e logicamente bastò poco per fomentare lo scontro verbale. Una situazione che potrebbe, dovrebbe, ripetersi anche a Casalmaggiore venerdì sera, con l’appuntamento dal titolo “Famiglia: Creazione dell’Uomo o Progetto di Dio?” fissato per le ore 21.

Altro elemento da tenere in considerazione è quello dell’organizzatore della serata, ossia don Ottorino Baronio, parroco di Vicomoscano: lo stesso don Ottorino che, dopo che le Unioni Civili sono passate dal Parlamento per una vera e propria rivoluzione in Italia, espose alcuni manifesti nei luoghi limitrofi rispetto alla parrocchia con la scritta “Sbagliato è sbagliato, anche se è legge”. Ora, al di là del dibattito che quasi certamente infuocherà la serata di venerdì, le polemiche nelle ultime ore circolate anche su Facebook, sono state incentrato su un dettaglio, per così dire, tecnico.

Come la delibera di giunta numero 59 del 2016 chiarisce, il Teatro Comunale ha infatti un costo specifico per ogni serata che qui venga organizzata: secondo i detrattori di Adinolfi e Amato, i due avrebbero goduto di uno sconto, creando così un precedente scomodo. Ricordiamo che la tariffa estiva, in vigore fino al 15 ottobre, ossia finché non saranno necessarie le spese di riscaldamento, è di 800 euro più iva comprendendo le pulizie. La serata di venerdì, invece, è costata 400 euro più iva. Come si spiega il presunto sconto del 50%? In realtà appare tutto abbastanza normale, o almeno così è stato spiegato, tenendo fede alla delibera: la tariffa, infatti, si applica in base al richiedente. E dato che associazioni locali – e tale viene ovviamente considerata la parrocchia di Vicomoscano, che ha organizzato – usufruiscono di uno sconto della metà sulla tariffa piena, ecco risolto l’arcano. Ma per una polemica che dovrebbe spegnersi, altre in riferimento al contenuto dello spettacolo e visti i precedenti, sono pronte ad arrivare…

Giovanni Gardani

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Commenti
  • canacrepa

    Ma perchè il fondatore della “famiglia perfetta”è separato?