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Torre Oglio e argine, Federici
(Pd): "Alcune verità storiche
e un progetto sbagliato"

"Diciamo questo perché non possiamo dimenticare che 6000 firme del comitato “Salviamo il ponte di Torre d’Oglio Po” avevano bocciato proprio il progetto che oggi si vuole portare avanti, cioè il passaggio da barche in cemento a barche in acciaio".
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SAN MATTEO DELLE CHIAVICHE (VIADANA) – “In questi giorni abbiamo letto sulla stampa diverse prese di posizione, su quella che è una situazione viabilistica delle Frazioni Nord oramai diventata insopportabile per gli abitanti”. Inizia così il comunicato stampa del Partito Democratico di Viadana, che dice la sua sull’argomento, molto sentito dopo gli ultimi sviluppi.

“Per il ponte di barche di Torre d’Oglio, bisogna trovare una soluzione che sia definitiva che permetta il passaggio 365 giorni all’anno – spiega il Pd locale – . Non si possono fare progetti o spendere altri soldi per fare dei lavori che non danno poi una certezza. Quindi ben vengano soluzioni e investimenti dagli enti superiori ma che siano fatti in modo corretto, condividendo il progetto con chi quotidianamente ci deve passare e facendo in modo che questi non siano i soliti slogan da campagna elettorale”.

“In questo momento – continua nel dettaglio Nicola Federici – è anche giusto fare chiarezza, perché in questi giorni abbiamo letto tante cattiverie e falsità sulle responsabilità dichiarate dai soliti noi. L’amministrazione Pavesi dove io e Saccani eravamo presenti ha votato due mozioni contro questo progetto e ha provato ad opporsi chiedendo all’allora Provincia di cambiare. L’assessore provinciale di Viadana, che era presente nella giunta Fontanili, non ha votato questo progetto perché non lo riteneva corretto. Diciamo questo perché non possiamo dimenticare che 6000 firme del comitato “Salviamo il ponte di Torre d’Oglio Po” avevano bocciato proprio il progetto che oggi si vuole portare avanti, cioè il passaggio da barche in cemento a barche in acciaio”.

Federici introduce poi una nuova tematica. “Per quanto riguarda l’argine e il progetto di risistemazione di AIPO, non nascondiamo la nostra preoccupazione e speriamo che il comune di Viadana cominci a fare le pressioni necessarie perché inizino i lavori il prima possibile e non la prossima estate. E’ un’opera necessaria e urgente per la salvaguardia della popolazione delle Frazioni Nord, ricordiamo che il protocollo d’intesa è stato firmato a gennaio 2014 tra sindaco Penazzi, provincia e AIPO. Poi con la caduta dell’amministrazione tutto è rimasto fermo fino a settembre 2015, dove ad un’assemblea pubblica a San Matteo era stato promesso che assolutamente entro dicembre sarebbero stati appaltati i lavori”.

“Poi si è scoperto che ci volevano più risorse – prosegue Federici – perché indagini geognostiche avevano detto che serviva una progettazione differente per far passare i camion. Oggi dopo mesi e mesi di attesa si scopre che tutto è ancora fermo, che devono essere fatte altre indagini geognostiche prima di fare il bando. Ma l’amministrazione come sta gestendo questa situazione? Un sindaco e un assessore, che avessero inteso lavorare per i cittadini quotidianamente, dovevano chiamare i tecnici e i dirigenti dell’Aipo per avere delle risposte e fare in modo che il progetto andasse avanti. Invece ci ritroviamo a quasi 3 anni dalla firma del protocollo e a parte i soliti slogan non è stato fatto niente”.

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