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Ecco l’informazione
di garanzia a Pizzetti
“Mai chiesto rimborsi”

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Ecco l’informazione di garanzia inviata a Luciano Pizzetti dal pool di magistrati della Procura di Milano che si occupa di reati nella pubblica amministrazione (Robledo, Filippini, D’Alessio). L’inchiesta è quella che riguarda i rimborsi dei gruppi consiliari in Regione Lombardia. Il reato ipotizzato è peculato in concorso con altri. L’ordine di comparire nell’ambito dell’inchiesta sui rimborsi regionali ha visto dapprima sotto indagine 62 esponenti della maggioranza di centrodestra e da mercoledì una trentina dell’opposizione di centrosinistra (tra i quali i cremonesiPizzetti, Alloni e Pedrazzi). Il Pm invita Pizzetti a nominare un avvocato di fiducia e spiega che l’onorevole “può avervi interesse quale persona sottoposta ad indagini”. Quindi per ora nessun atto specifico è ascritto all’ex consigliere regionale che, tra l’altro, dichiara: “‘Con questo atto mi comunicano solo che posso avervi interesse senza contestare nessuna spesa. Anche perché non ho mai chiesto nessun rimborso. Sono tra le sette persone vagamente interessate, ma alle quali non è stato contestato nulla”.

L’informazione di garanzia a Pizzetti

Il segretario Magnoli: “Vicenda presto Archiviata”

Così il segretario del Pd cremonese sulla vicenda: “Voglio esprimere, a titolo personale e a nome di tutto il Partito, la mia solidarietà per Agostino Alloni, Fortunato Pedrazzi e Luciano Pizzetti per la vicenda che sta tenendo banco in queste ore – ha dichiarato Titta Magnoli -. Non solo perché sono sicuro della dirittura personale dei singoli, ma anche perchè, conoscendo il meccanismo dei rimborsi dei gruppi, so che la responsabilità di rendicontazione personale segue percorsi complessi. Sicuro che questa vicenda si concluderà in una brutta pagina presto archiviata, ribadisco, in un momento difficile come una campagna elettorale, la nostra fiducia nella magistratura e nel suo lavoro. E lo dico non solo per un esercizio di garantismo, che è tratto comunque fondante della mia cultura nei confronti di tutti, amici o avversari”.

L’indagine sui rimborsi dell’opposizione in Regione

L’indagine è nata con il sospetto della Procura  che molti rimborsi – giustificati come attività politica – fossero invece spese personali. Gli importi contestati sono generalmente più bassi di quelli scoperti nei conti del centrodestra. Ma se non figurano acquisti del tutto incongrui, come i videogiochi acquistati da Renzo Bossi o i lecca lecca di Pierluigi Toscani, su molte spese la “finalità istituzionale” va quanto meno spiegata. Ad esempio, i 960 euro spesi in cadeau dal Pd nel giorno della festa della Donna. O i 134 euro per le cialde del caffè e i 250 euro per un pranzo a un sushi bar spesi da Sel. Oppure, ancora, i 431,20 spesi dall’Idv per il Ficus Robusta e le altre piante comprate per arredare gli uffici del gruppo regionale. Sel e Idv hanno già reso note alla stampa le loro spese. Il Pd le ha pubblicate sul suo sito Internet, alla voce trasparenza. Tra i rimborsi più singolari quello di un barattolo di Nutella del consigliere pd Carlo Spreafico. Indagato anche Pippo Civati, sempre del Pd, per taxi, biglietti ferroviari e hotel.Circa i bergamaschi Valerio Bettoni ha messo sul suo sito le spese sostenute in questi anni: 1.878 euro per colazioni di lavoro; 2.907 euro di spese telefoniche; 1.838 euro per viaggi istituzionali, spese di trasferimento e alloggio; 1.600 euro per presenti; 2.639 euro per francobolli; 2.069 euro di biglietti da visita, carta intestata e cancelleria. E altri 4 mila euro per acquisto libri e 2.492 euro per organizzazioni convegni ed eventi.

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