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Polizze “taroccate”:
quattro arresti. Gip:
‘criminalità organizzata’

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Stipulavano polizze assicurative per veicoli in agenzie in provincia di Cremona, con documentazione falsa, poi le “giravano” a ditte e persone residenti in Campania. In questo modo pagavano premi ben inferiori rispetto a quelli previsti se li avessero pagati nella regione in cui risiedevano gli assicurati (considerata l’alta sinistrosità della Campania i premi raggiungono cifre tre volte maggiori). Così hanno causato danni ingenti alle compagnie di assicurazioni ma anche al Sistema Sanitario Nazionale e al Fondo per le vittime degli incidenti stradali, a cui è destinata parte del pagamento dei premi. Per questo gli agenti della polizia stradale di Cremona guidati dal comandante Federica Deledda hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare per associazione a delinquere, truffa ai danni dello Stato e altri reati, emesse dal gip di Cremona Guido Salvini su richiesta del procuratore Roberto di Martino. Si tratta di Giuseppe Aruta, 29 anni, nato a Nola, residente a Torricella del Pizzo, Massimiliano Muto, 42 anni, residente a Napoli, Patrizio Salvatore, 29 anni, nato a Foggia, residente a Colorno, ed Eugenio Guaglione, 40 anni, residente a Napoli. Quest’ultimo è ancora ricercato. Tutti hanno precedenti penali. Muto è stato arrestato in un albergo a Trento, mentre nell’abitazione di Salvatore Patrizio è stato anche recuperato un involucro contenente 100 grammi di hascisc. L’uomo ha cercato di disfarsene gettandolo dalla finestra, ma il pacchetto è finito addosso ad uno degli agenti che attendeva all’esterno della casa. Quasi 300 le polizze “taroccate”, apparentemente destinate ad autocarri adibiti al trasporto merci, e in particolare a marmo in blocchi, che, in questo modo, ottenevano anche sconti riservati a queste categorie di merci. Ottenute le polizze, provvedevano a destinarle ai reali proprietari dei veicoli tutti residenti nelle province di Napoli e Caserta. Le indagini erano cominciate nell’ottobre dell’anno scorso. I particolari sono stati illustrati dal comandante Federica Deledda e dall’ispettore capo Giuseppe Belloni.

Secondo l’accusa, avevano costituito un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe e falsi materiali ai danni delle società assicuratrici Carige, Sara Ass.ni, Fondaria Sai, Alleanza Toro Ass., Unipol, Lloyd Adriatico, Axa nonché del Servizio Sanitario Nazionale (agenzie assicurative Carige e Unipol di Cremona, l’Axa di Bonemerse, l’agenzia assicurativa Fondiaria Sai di Malagnino, la Fondiaria-Sai di Casalmaggiore, l’agenzia assicurativa della compagnia Sara di Cremona e la Lloyd Italico di Cremona).

In particolare si presentavano presso le varie agenzie assicurative di Cremona e provincia dove, qualificandosi talvolta come collaboratori e altre volte come legali rappresentanti della società “Consorzio Logistica e Trasporto Srl” di Solarolo Rainerio e altre società con nomi simili, risultate fittizie. 278 le polizze assicurative sottoscritte per autocarri ed autovetture mediante la presentazione di false attestazioni di passaggi di proprietà e di copie di libretti di circolazione contraffatti, riuscendo così ad ottenere tariffe agevolate per il luogo di residenza della società e per i tipi di trasporto svolto, salvo poi cedere i contratti ad agenzie assicurative ubicate prevalentemente nel meridione, le quali, a loro volta, le vendevano come proprie agli autotrasportatori della zona, realizzando così ingenti profitti derivanti dalla differenza di tariffa applicata ai residenti della provincia di Cremona più favorevoli rispetto a quella più onerosa a causa della maggiore sinistrosità media che sarebbe stata applicata per la stipulazione dell’assicurazione per veicoli ad uso diverso e comunque appartenenti a proprietari residenti nella provincia di Napoli, ai danni delle società assicuratrici e del Servizio Sanitario Nazionale.

Nella sua ordinanza, il gip Guido Salvini scrive che “quasi con certezza il gruppo non è isolato, ma che rappresenta il terminale di un’organizzazione di maggior spessore”. “Infatti”, si legge, “lo studio delle modalità operative, l’acquisizione della documentazione fittizia o falsificata e i contatti con i ‘clienti’ in provincia di Napoli (probabilmente in buona parte consapevoli di concorrere ad una truffa) cui rivendere le polizze comportano una serie di complicità e di appoggi che sinora non sono venuti alla luce. Comunque le modalità con cui l’attività di frode è stata dispiegata non solo a Cremona, ma in più province dell’Emilia, denota schemi operativi assimilabili a quelli della criminalità organizzata”.

I tre arrestati restano in carcere.

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