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Palatenda Gussola, allarme
rientrato. Ma non sono
escluse tariffe più alte

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Allarme Palatenda rientrato? Non proprio, anche se la schiarita c’è. Le società sportive di Gussola non più tardi di settembre chiesero chiarimenti in merito a un paventato adeguamento delle tariffe. Il sindaco Marino Chiesa all’epoca aveva sbottato, sostenendo che in effetti i costi di gestione per il comune erano eccessivi e dunque il problema si poneva. Qualche mese di discussione congelata, con relativi malumori dalle due parti, poi l’incontro di martedì è servito a gettare un po’ di luce sulla situazione. “Siamo stati chiari” spiega Chiesa “da subito. Da un lato abbiamo fatto un piccolo passo indietro, confermando il nostro impegno a mantenere attiva la palestra, anzi le due palestre del nostro comune. E’ chiaro che il Palatenda ha costi superiori all’impianto delle scuole ed è anche più sfruttato, dunque il nodo fondamentale riguarda proprio questa struttura. Nessuna chiusura, nessuna cancellazione di attività, ci mancherebbe: vogliamo che lo sport a Gussola vada avanti e non saremo noi a ostacolare le nostre società. Tuttavia i costi ci sono e la palestra per noi è davvero un impegno: per questo chiediamo anche alle società di venirci incontro e non possiamo promettere che le tariffe non saranno rialzate”.

Anche perché, secondo il sindaco… “Al momento applichiamo tariffe davvero basse. In inverno 10.33 euro più iva all’ora, in estate 7.75 euro più iva. Un piccolo sforzo possiamo chiederlo a tutti. Sono tariffe di favore per le società del paese: qualche club da fuori Gussola chiede spesso di essere ospitato. Non possiamo accontentarlo perché il Palatenda è sempre full, con tutte le squadre che si allenano e giocano lì, tra basket, calcio a 5, volley e relativi settori giovanili”.

I problemi riguardano interventi ad hoc, secondo Chiesa. “Il Palatenda necessita di manutenzione e avremmo anche studiato un progetto puntuale con il nostro Ufficio Tecnico per realizzare qualche lavoro. Purtroppo il patto di stabilità ci blocca: non possiamo accendere mutui, non possiamo investire le poche risorse che sono in cassa. Siamo letteralmente fermi e non possiamo neppure partecipare al bando della Regione Lombardia sugli impianti sportivi. Il patto di stabilità, per noi piccoli comuni, è un serio problema”.

E qui il discorso va oltre lo sport indoor. “Giusto ieri sera con la giunta ci siamo ritrovati per vedere come affrontare il problema: molte strade di Gussola sono disastrate, lo sappiamo e vorremmo intervenire. Ma non possiamo stanziare fondi, che pure ci sarebbero, per questo. L’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani, ndr) ha già alzato la voce, soprattutto per i piccoli centri, che dovrebbero essere, almeno sulla manutenzione ordinaria, svincolati dal patto di stabilità. Ripeto: a Gussola sappiamo dove sono le priorità, ma non possiamo muoverci, abbiamo le mani legate. Aspettiamo il nuovo governo e aspettiamo qualche modifica seria a questo patto”.

Tornando in tema palestra, invece, ecco la stoccata finale. “La Tazio Magni sta conducendo un grande campionato e la speranza è che finalmente la promozione in D arrivi, dopo tanti tentativi. Se però così fosse, devo avvertire da subito la società, con la quale mi sono confrontato, che con ogni probabilità per essere a norma con la nuova categoria i canestri del parquet dovrebbero essere spostati di qualche centimetro. Un intervento costoso che il comune non può permettersi di affrontare. Temo che, salvo deroga, una Tazio Magni in serie D non potrebbe giocare a Gussola. E’ un peccato, ma attendiamo fiduciosi tempi migliori”.

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