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Rugby Viadana, dura
risposta alla Fir
“Dove sta la coerenza?”

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La società Rugby Viadana risponde alla Federazione Italiana Rugby, che la settimana scorsa aveva giudicato come “fallimentare” la gestione della franchigia iscritta alla Celtic League da parte degli Aironi, con il club del comune mantovano a fare da capofila.

“E’ con rammarico che la società Rugby Viadana” si legge nel comunicato spedito poco fa alla stampa “prende atto dei toni, in alcuni punti lesivi dell’immagine e della professionalità dei componenti del club e dei propri tesserati, utilizzati nel comunicato stampa della Federazione Italiana Rugby emesso nella giornata di martedì 12. Fa sorridere infatti la definizione “una non meglio precisata entità” affibbiata alla franchigia che aveva una denominazione ben precisa riportata nella documentazione a disposizione della FIR, Franchigia Rugby Nord Ovest Srl Ssd, che negli accordi iniziali fissava la partecipazione del Rugby Viadana al 70% e del Rugby Colorno al 30%. Come marchio sarebbe stato mantenuto quello degli Aironi perché rappresentava un’immagine ben conosciuta e riconoscibile a livello internazionale e sostenuta da una corposa campagna di comunicazione già attuata”.

La risposta del Viadana Rugby procede poi analizzando il comunicato Fir punto per punto. “Procedendo con la lettura del comunicato federale ci si scontra con un’altra “verità” opinabile, ovvero “…il bilancio del socio unico al 30 Giugno 2011 […] tale atto pubblico non avesse alcuna condizione per garantire la solidità patrimoniale della nuova entità…”. In tal senso sono due le considerazioni da fare: 1) Entrambi i bandi non richiedevano il bilancio dei soci della franchigia, 2) il “poco solido” Rugby Viadana, sta portando avanti il campionato d’Eccellenza 2012/13 senza mensilità arretrate per nessun tesserato e con una programmazione triennale”.

“La FIR dovrebbe altresì giustificare” spiega poi il club viadanese “oltre all’ingente incremento di costo nel passaggio alla Franchigia Federale, la deliberata dispersione di un patrimonio di pubblico ed appassionati che accompagnava gli Aironi anche in trasferta, nemmeno lontanamente paragonabile a chi oggi segue la squadra a Parma. La “F.F.” ha in organico atleti che sono alla terza partecipazione consecutiva in Celtic League ed il tempo di assemblaggio è lo stesso che avevano avuto gli Aironi nel primo anno. E’ dunque oggettivamente difficile anche solo paragonare i due percorsi e tanto meno credere legittima la frase “…(la franchigia Aironi, ndr) non ha ottenuto risultati sul piano sportivo…”. Vorremmo infatti rinfrescare la memoria a chi non ricorda che Biarritz, Connacht (2 volte), Edinburgh Rugby, Benetton Treviso e Munster, uscirono sconfitti dallo Zaffanella di Viadana e che in precedenza, il club giallonero si era distinto per alcuni successi importanti in  Europa credendo nella continuità di un progetto e nella sua evoluzione, situazione ben differente dagli stravolgimenti federali degli ultimi due anni”.

Infine l’analisi sul debito e sulla gestione degli Aironi “Viene citato il debito accumulato in modo semplicistico e senza un’analisi appropriata. Ammesso e non concesso che la cifra riportata corrisponda a realtà, viene omessa una parte fondamentale, ovvero che i soci parmensi,  hanno fatto mancare al progetto 1.446.000€ a cui vanno ad aggiungersi altri 67.000€ a carico delle tre società ducali per l’abbigliamento sportivo non ancora saldato agli Aironi. Sulla serietà gestionale degli Aironi, dichiarata dal Comunicato Fir,  “fallimentare”,  si precisa che l’ex Vice Presidente e Amministratore Delegato degli Aironi, che tra l’altro gestiva, con il suo studio anche tutta la contabilità degli Aironi, oggi è consigliere federale, con importanti incarichi  e l’altro componente del cda Aironi, è stato inserito nel cda della Franchigia Federale delle Zebre! E la coerenza?”

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