Commenta

Colpo di sonno,
scontro a Casalbellotto
Due all’ospedale

incicasalb_ev

Un colpo di sonno, arrivato a 100 metri da casa. Questa la storia, per fortuna non tragica ma solo spaventosa, che la giovane D.L., classe 1990 residente a Casalbellotto potrà raccontare. Una distrazione dovuta alla stanchezza, che poteva costare carissima a lei e a tre operai di Casalmaggiore, coinvolti loro malgrado nell’incidente.

Attorno all’1.20 della notte appena trascorsa, D.L. tornava a casa da Bologna, dove frequenta l’Università: un viaggio non di poco conto e la ragazza, seppur stanca considerata l’ora, decide di non fermarsi per una sosta. In fin dei conti, pensa, mancano solo pochi chilometri. La sua Mazda 5 viaggia da Viadana in direzione Casalmaggiore e proprio a Casalbellotto, sulla provinciale Castelnovese all’altezza della ditta Briantina, improvvisamente sbanda. Il sonno ha preso il sopravvento sulla giovane.

Dall’altro lato della carreggiata sopraggiunge la Fiat Punto guidata da N.L., 23 anni, che si trova in macchina con i colleghi di lavoro I.B., 30 anni, e A.I., 51 anni, tutti e tre residenti a Casalmaggiore. Dopo avere scaricato i camion presso il supermercato della catena Eurospin del comune casalese, i tre si stanno recando a Viadana, all’altro punto vendita, per completare la medesima operazione. Sfortuna vuole che la Mazda 5, dopo la sbandata, finisca dritta contro la loro Fiat Punto. Fortuna vuole, invece, che il colpo non arrivi frontale ma “di traverso”, fiancata contro fiancata.

A farsi male sono N.L. e I.B., subito soccorsi dall’ambulanza e trasportati all’Oglio Po per accertamenti: per entrambi però nulla di grave, solo un gran colpo di frusta. Illesi la ragazza e il terzo uomo, che ha avvisato la ditta dell’impossibilità di arrivare al lavoro. Sul posto la polizia stradale di Casalmaggiore ha effettuato i rilievi, scoprendo che l’impatto ha dato origine a una scia di 50 metri di vetrini e oggetti persi dalla carrozzeria della Mazda impazzita.

A.I. racconta di avere visto la macchina sbandare, ma sostiene che N.L., considerato lo scarso spazio di frenata, non è riuscito ad arrestare il mezzo. Scontro, insomma, inevitabile. D.L., in evidente stato di choc, ha ripetuto tra le lacrime e dopo l’abbraccio della madre, corsa sul posto, che “ormai ero arrivata e non ho pensato di fermarmi”, perché, ricordiamolo, la giovane abita a 100 metri dal luogo del sinistro. Cento metri che potevano fare la differenza e trasformare la nottata casalasca in tragedia. Ma il destino ha offerto a D.L. una nuova chance per ripensare a quanto importanti possano essere, specie quando si ha sonno, specie di notte, anche solo 100 metri.

Giovanni Gardani

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti