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Casalmaggiore, l’ente
Provincia vende la
caserma dei carabinieri

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La giunta comunale di Casalmaggiore, in data 14 febbraio 2013, ha preso atto “della comunicazione inviata dalla Provincia di Cremona alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Brescia-Cremona-Mantova, con la quale si informava dell’avvenuta vendita a Eridano – Fondo Comune di Investimento Immobiliare (gestito da Prelios Società di Gestione del Risparmio S.p.a.) e sotto condizione sospensiva, dell’immobile sito in Casalmaggiore via Cavour, 66/68 noto come Caserma Comando Carabinieri”.

È quanto riportato dalla deliberazione di giunta numero 37 circa la richiesta formulata dall’ente Provincia di Cremona “di parere in merito all’esercizio del diritto di prelazione (ex articolo 59 del decreto legislativo 42/2004) per fabbricato posto in via Cavour 66/68”, ovvero il civico della Caserma dei Carabinieri di Casalmaggiore.

Ebbene, l’amministrazione casalese, dopo aver precisato che è “attualmente impossibilitata ad esercitare la prelazione d’acquisto dell’immobile viste le difficoltà economiche in cui versano le casse comunali”, ha ammesso che intende “rinunciare all’esercizio del diritto di prelazione ex art. 59 del D. LGS. 42/2004”.

Ragion per cui, la giunta ha evidenziato una seria preoccupazione per la “possibilità che possa non trovare luogo il rinnovo del contratto di locazione finalizzato al mantenimento del Comando Carabinieri in via Cavour, 66/68 in Casalmaggiore”. Come precisato dalla delibera, tale contratto di locazione stipulato il 26.08.1998 tra il Ministero dell’Interno e la Provincia di Cremona potrebbe scadere il 25.08.2016.

La strada che la giunta ha deciso di percorrere per cercare di mantenere la Caserma dei Carabinieri nell’attuale stabile di via Cavour, è quella di “dare mandato al Sindaco affinché rappresenti nelle sedi opportune la preoccupazione che l’avvenuta vendita dell’immobile sede del Comando Carabinieri di Casalmaggiore possa influire sulla continuità del servizio Comando Carabinieri in via Cavour”, “attivando in tale senso il coinvolgimento delle istituzioni e delle rappresentanze politiche e di governo”, mandando copia della delibera agli organi competenti (Provincia di Cremona e Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Brescia Cremona Mantova) e ai capigruppo consiliari.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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